La Relazione tecnica del Ddl di Bilancio 2027: ‘Dai giochi attesi 952 milioni di euro’

La Relazione tecnica del disegno di legge di Bilancio 2027 fornisce le stime attese in merito al contributo dai giochi: si parla di 952 milioni di euro.

 

Sono in verità di più, rispetto ai 700 annunciati dalla premier Giorgia Meloni, i milioni di euro di contributo attesi dal settore del gioco nel disegno di legge di Bilancio per il 2027.

Il testo bollinato dalla Ragioneria di Stato contiene misure più onerose per il settore e a certificare i numeri è la annessa Relazione tecnica, che fornisce appunto gli effetti finanziari delle stesse.

In dettaglio, dagli interventi su Awp e Vlt sono attesi effetti stimati in 334 milioni di euro, dalle proroghe scommesse e reti degli apparecchi 281 milioni di euro, dal bingo inclusa rideterminazione dei canoni precedenti 26,14 milioni di euro, dalla proroga dei Gratta e Vinci 188 milioni di euro, dalla quinta estrazione di Lotto e Superenalotto 30,5 milioni di euro, dagli apparecchi storici senza vincita in denaro 15 milioni di euro, dalla regolarizzazione delle sale Lan 5,87 milioni di euro, dalla definizione delle pendenze ai sensi della legge di Stabilità 2015 71,62 milioni. In tutto, si parla di 952,13 milioni di euro.

La Relazione stima, in maggiore dettaglio, che “l’aumento delle tasse sulle videolotteries porterà un incremento del gettito pari a 174 milioni di euro”, mentre le slot potranno generare entrate aggiuntive per 160 milioni di euro, a patto che si intervenga rapidamente sulle macchine, con la possibilità di ridurre l’aliquota fino a cinque punti percentuali. La misura sarà “graduale”, in considerazione dei tempi tecnici occorrenti agli operatori del settore “per produrre, certificare e mettere in esercizio nuovi apparecchi con payout al 70 per cento o superiore, e dagli effetti positivi sulla raccolta (stimati in +30 per cento della loro raccolta a legislazione vigente) che si determineranno a seguito sia dell’incremento di almeno 5 punti percentuali del pay-out riconosciuto ai giocatori, sia dell’incremento dei tetti alla giocata e alla vincita, con un’inversione di tendenza della raccolta Awp rispetto al deciso calo registrato nelle ultime annualità”. Gli effetti positivi per la finanza pubblica dagli interventi sugli apparecchi saranno pari a 334 milioni di euro nel 2027, 365 nel 2028 e 456 dal 2029″

In riferimento alle sale Lan, la Relazione evidenzia anche al momento “non sono disponibili dati certi sulla diffusione nel territorio delle sale Lan” e quindi si ipotizza, in via prudenziale, l’attuale esistenza di circa 200 sale e di 4.000 apparecchi/postazioni, con una media di 20 apparecchi o postazioni di gioco installati per ciascuna sala (200×20).

Con l’attuale regime transitorio “l’imposta sugli intrattenimenti non era applicabile data l’assenza di una specifica disciplina con carattere di tassatività e determinatezza, pertanto, la norma colmando il vuoto normativo sopra esposto, produce maggiori entrate per l’erario a titolo di imposta sugli intrattenimenti (Isi) e contributo biennale stimate, per il primo anno di applicazione della disciplina introdotta dal presente articolo (2027), in circa 6 milioni di euro. Ai fini della stima degli effetti finanziari riferiti alle annualità successive, trattandosi di una tipologia di gioco particolarmente attrattiva, si può ipotizzare, a regime, la presenza di circa 2.300 sale Lan (una per ogni Comune con più di 5.000 abitanti) e di circa 46.000 apparecchi postazioni (2.300×20), con maggiori entrate annue a titolo di Isi, a partire dal 2028, di circa 55,2 milioni di euro (8 per cento x (46.000×15.000) e 10,8 milioni di contributo biennale”.

Secondo quanto si legge nella Relazione sulle scommesse, “prendendo a riferimento la rete attualmente posseduta dai concessionari per la raccolta delle scommesse su rete fisica – composta di 5.693 diritti aventi attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di 4.180 diritti aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco – e applicando, prudenzialmente, una percentuale di riduzione del 2 per cento dei diritti oggetto di proroga, il gettito totale derivante dalla proroga ammonterebbe a circa 343,5 milioni di euro (circa 114,5 milioni di euro per singola annualità). Le agenzie pagheranno un canone pari a 14.250 euro all’anno, i corner 8550 euro.” mentre sugli apparecchi “prevedendo l’obbligo del versamento di un corrispettivo, da versarsi in 9 rate, tre per ciascuna annualità, rapportato all’importo previsto per i diritti all’installazione rilasciati per gli apparecchi Vlt e a quello previsto per i nulla osta di esercizio per gli apparecchi Awp posseduti da ciascun concessionario alla data del 30 novembre 2026. Più specificamente, il corrispettivo è determinato, per l’intera durata della proroga, nella misura di 150 euro per ciascun nulla osta per le slot e di 7.500 euro per ciascun diritto Vlt. Per gli apparecchi Awp, “ipotizzando la sussistenza di 243.000 nulla osta di esercizio rilasciati al 30 novembre 2026 e considerando il” corrispettivo unitario di 150 euro, alla luce della maggiorazione del 50 per cento, si stimano effetti pari a circa 36,45 milioni di euro (243.000×150) da suddividere nei 3 anni di proroga con versamento, in ciascun anno, in tre rate (il 15 marzo, il 15 luglio e il 1° ottobre) di importo pari a circa 4,05 milioni di euro”, per un totale di 12 milioni di euro.

Per le Vlt, ipotizzando la sussistenza di 61.737 diritti rilasciati al 30 novembre 2026, e considerato il corrispettivo di 7.500 euro fissato per la proroga triennale (2027-2029) di ciascun diritto, si stima un’entrata complessiva pari a circa 463,03 milioni di euro (61.737×7.500), da ripartire nei tre anni di proroga e da versare, per ciascun anno, in 3 rate (il 15 marzo, il 15 luglio e il 1° ottobre). Totale: 154 milioni all’anno”, Quanto al bingo “dall’applicazione dei canoni differenziati in base al fatturato, si stimano, alla luce dell’ultimo fatturato disponibile (riferito all’annualità 2025), entrate annue derivanti dalle proroghe delle concessioni bingo per il triennio 2027-2029 pari a 21,5 milioni di euro all’anno” mentre per le lotterie istantanee si legge che “a fronte della proroga della concessione, dal 30 settembre 2028 al 31 dicembre 2029, il concessionario versi all’entrata del bilancio dello Stato gli oneri concessori, in misura pari a 188 milioni di euro, importo derivante dalla rivalutazione su base annua di quanto a suo tempo corrisposto dal concessionario (800 milioni di euro per un novennio). Il concessionario dovrà versare la somma in due rate di pari importo, con scadenza rispettivamente entro il 31 marzo e il 30 settembre 2027”.

In merito alla quinta estrazione di Lotto e SuperEnalotto, “Considerando la possibilità di ripartizione della spesa dei giocatori su un numero superiore di estrazioni settimanali, pari a cinque anziché quattro, si ipotizza un aumento della raccolta pari al 5 per cento rispetto all’anno 2025”, scrive il Mef, mentre relativamente al contenzioso sull’una tantum prevista dalla legge di Stabilità 2015 “la norma prevede, per i concessionari che rinuncino alla prosecuzione del contenzioso e all’eventuale instaurazione di nuovi giudizi, la possibilità di ottenere una riduzione dell’importo ancora dovuto, parametrata al grado di assolvimento dell’obbligo di versamento posto a loro carico e l’esonero dal versamento degli interessi. L’importo residuo dovuto da ciascun concessionario è ridotto al massimo del 20%. L’introito complessivo, se tutti aderiranno, è pari a 71,6 milioni di euro”.

 

 

foto tratta dalla pagina Facebook del Mef