A SiGMA World il presidente Sts critica l’aumento dell’1% sulle slot e chiede innovazione e payout più competitivi.
Più tasse non significano necessariamente più entrate per lo Stato. È il dubbio che attraversa il comparto del gioco fisico alla vigilia dell’esame parlamentare della Legge di Bilancio, e che Emilio Zamparelli ha portato sul palco di SiGMA World 2026, in corso fino al 5 novembre alla Fiera di Roma.
Intervenuto oggi al panel “Il mercato italiano del gioco pubblico: stato attuale e prospettive future”, il presidente di Sts ha messo in discussione la logica dell’incremento del Preu previsto dalla manovra. “Oggi il settore del gioco fisico affronta una perdita del gettito erariale che non sarà compensata da un aumento di tassazione, anche se poteva trovare giovamento attraverso misure alternative”, ha spiegato. “Noi parliamo di maggior gettito erariale, ma siamo sicuri che con la Manovra lo Stato avrà un maggiore Preu?”.
Per Zamparelli la leva fiscale non può essere l’unica risposta in una fase in cui la rete fisica è in sofferenza. A pagarne il prezzo, osserva, sarebbero prima di tutto gli esercenti, perché un prelievo più alto si traduce in compensi più bassi. “A confermarlo sono i numeri, perché i punti vendita continuano a calare, con la conseguenza che in alcuni comuni il gioco fisico è addirittura scomparso”. Quanto all’aumento di un punto percentuale sulle slot, gli effetti reali andranno misurati nel tempo.
Il presidente di Sts parla da esercente. Le tabaccherie, ricorda, hanno visto negli ultimi anni migliaia di chiusure, segno di una difficoltà crescente a restare aperte. “I problemi li viviamo sulla nostra pelle e l’un percento di aumento di Preu sulle slot ci condiziona e ci tocca”. Ma accanto alla questione fiscale ce n’è un’altra, a suo giudizio più profonda: la mancanza di innovazione. “Parliamo di un prodotto che ha oltre vent’anni e che, se oggi non ci fosse, sarebbe in mano all’illegalità. Il comparto fisico viene visto come una realtà da spremere, ma negli ultimi anni ha fatto in modo che alcuni prodotti entrassero nell’alveo della legalità, grazie a un settore che ha lavorato e ha colto le sfide”.
La ricetta indicata da Zamparelli passa dunque dal prodotto più che dalle misure tampone, sulle quali si dice contrario. Servirebbero strumenti capaci di avvicinare l’offerta alle esigenze dei consumatori, a partire dal payout. Quello del gioco fisico, sottolinea, è oggi inferiore a quello dell’online, e il divario rischia di spingere i giocatori verso i prodotti che restituiscono di più. “Se continuiamo così la strada sarà sempre più ardua. Il problema è complesso e va analizzato a 360 gradi”.







