È morto a 91 anni Paul Gauselmann, imprenditore tedesco che ha fondato Merkur Group trasformando un’attività artigianale in un colosso internazionale del coin-op.
Paul Gauselmann è morto a 91 anni. L’annuncio arriva dalla famiglia e da Merkur Group, l’azienda da lui fondata. Considerato una delle figure più influenti nella storia dell’industria tedesca del gioco e degli apparecchi da intrattenimento, in sette decenni aveva costruito un gruppo che oggi conta circa 15.000 dipendenti e un fatturato stimato intorno ai 2,1 miliardi di euro.
Dal dopoguerra al gruppo da 15.000 dipendenti: la carriera
Nato nel 1934 a Borghorst, vicino a Münster, Gauselmann vive un’infanzia segnata dalla guerra e dalla perdita precoce della madre, e cresce lontano dal padre e dai fratelli presso alcuni parenti. Concluso il percorso di studi come migliore della sua classe nel 1950, si forma nel settore delle telecomunicazioni prima di avvicinarsi, nel 1956, al mondo dell’intrattenimento tramite un’azienda che importava jukebox Wurlitzer dagli Stati Uniti.
Parallelamente all’impiego presso l’azienda Harting di Espelkamp, dove a soli 26 anni diventa responsabile dello sviluppo degli apparecchi, Gauselmann avvia dal 1957 un’attività autonoma di installazione e gestione di jukebox. La svolta arriva nel 1964, con l’ingresso nel comparto degli apparecchi da gioco con vincita destinati ai locali pubblici. Dieci anni più tardi apre a Delmenhorst la sua prima sala giochi, seguita nel 1977 dal lancio del “Merkur B”, primo apparecchio sviluppato internamente e considerato il punto di partenza dell’espansione industriale del gruppo, il cui logo con il sole sorridente diventerà il simbolo dell’intera azienda.
Oltre all’attività industriale, Gauselmann ha ricoperto per 28 anni la presidenza del Verband der Deutschen Automatenindustrie (VDAI), l’associazione tedesca dell’industria degli apparecchi da gioco, dedicando complessivamente 38 anni all’attività associativa e diventando uno degli interlocutori di riferimento del settore nei rapporti con le istituzioni.
Un passaggio centrale della sua parabola imprenditoriale è il 2016, quando le partecipazioni della famiglia vengono trasferite a una fondazione familiare divenuta proprietaria di Merkur Group. Gauselmann ne mantiene la presidenza fino al 2024, anno in cui lascia anche i vertici operativi dell’azienda, affidando il testimone al figlio Michael e completando il passaggio generazionale.
Accanto all’impegno imprenditoriale, Gauselmann ha sostenuto negli anni iniziative sociali, culturali, sportive e sanitarie attraverso la Paul und Karin Gauselmann-Stiftung, fondata insieme alla moglie Karin. Tra gli interventi più recenti figurano il finanziamento di due asili a Espelkamp per circa 6 milioni di euro e contributi alle comunità locali di Espelkamp e Lübbecke che hanno raggiunto complessivamente circa 20 milioni di euro. Nel 2003 gli è stata conferita la Croce al merito di prima classe della Repubblica federale tedesca; l’anno successivo ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Espelkamp e Lübbecke.
Paul Gauselmann lascia la moglie Karin, quattro figli, nove nipoti e sette pronipoti. Con lui l’industria internazionale del coin-op perde una delle figure che ne hanno accompagnato la trasformazione da realtà artigianale del dopoguerra a settore industriale globale.
Foto: Jan Herrmann / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)







