Il Parlamento australiano approva l’Interactive Gambling Amendment (Gambling Reform) Bill 2026, e introduce una serie di restrizioni sulla pubblicità nel gioco in tutto il territorio nazionale.
Tutto il mondo è paese, anche quando si parla di pubblicità nel settore dei giochi. Tutti conosciamo la situazione in Italia con il decreto Dignità, anche se il riordino del gioco online ha portato alcune novità in tema di comunicazione che riguardano l’obbligo formale per ogni concessionario di destinare risorse economiche a campagne di sensibilizzazione. Ora senza entrare troppo nel dettaglio, il tema riguardante il divieto di pubblicità nel settore del gioco è al centro della cronaca anche in un continente molto lontano come l’Australia.
Nella terra dei canguri, infatti, il Parlamento ha appena approvato l’Interactive Gambling Amendment (Gambling Reform) Bill 2026, introducendo una serie di restrizioni alla pubblicità del gioco su tutto il territorio nazionale.
Come riporta Yogonet, il provvedimento giunge al termine di mesi di dibattito e di un’indagine del Senato volta a valutare l’adeguatezza delle misure proposte dal Governo, dato che un’inchiesta del 2023 aveva raccomandato il divieto totale della pubblicità sul gioco. I legislatori, però, in questo caso, a differenza di quanto è successo in Italia hanno optato per una serie di restrizioni più circoscritte senza apportare un divieto totale.
La nuova legge vieta la pubblicità delle scommesse durante la trasmissione in diretta di eventi sportivi, sia sui canali radiotelevisivi che sui servizi di contenuti online. Il divieto è in vigore dall’intervallo di tempo che precede di 15 minuti l’inizio dell’evento sportivo fino ai cinque minuti successivi alla sua conclusione, nella fascia oraria compresa tra le 5:00 e le 20:30.
Ulteriori disposizioni vietano la pubblicità delle scommesse all’interno degli impianti sportivi e sulle divise di giocatori e ufficiali di gara, oltre a proibire ad atleti, celebrità e influencer di promuovere prodotti legati alle scommesse. È previsto un limite di tre spot televisivi all’ora nella fascia 5:00-20:30, il divieto di pubblicità radiofonica negli orari di ingresso e uscita da scuola e il divieto assoluto di trasmettere le quote delle scommesse sportive.
La pubblicità online delle scommesse sarà consentita solo agli utenti che abbiano effettuato l’accesso al proprio account, siano maggiorenni e abbiano la possibilità di scegliere di non ricevere tali comunicazioni. Un elemento centrale della riforma è il Registro opt-out per la pubblicità delle scommesse che sarà gestito dall’Australian Communications and Media Authority (Acma).
Il registro offre ai consumatori un meccanismo unico per bloccare la pubblicità delle scommesse su tutte le piattaforme online, evitando di dover esercitare l’opzione di rinuncia singolarmente per ogni servizio. Esso sostituisce una proposta precedente che avrebbe limitato la pubblicità delle scommesse agli utenti autenticati e con età verificata, prevedendo un’opzione di rinuncia specifica per ogni piattaforma. Il settore delle scommesse finanzierà il registro attraverso un prelievo destinato alla copertura dei costi, evitando così che la spesa gravi sui contribuenti.
Immagine in alto © Sar2411 su Wikimedia Commons







