La Lazio annuncia il nuovo official sleeve partner della prima squadra maschile e crea l’ennesimo dibattito nel gaming italiano. Il manager del Gruppo Betsson auspica ora un pronto intervento dell’Agcom.
La Lazio di Claudio Lotito fa discutere ancora l’industria del gioco italiano. Dopo lo stop alla partnership con Polymarket, in Italia (e non solo) bloccata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il club ora guidato da Rino Gattuso annuncia il nuovo sponsor kaiyunsports.news, che sarà official sleeve partner della prima squadra maschile biancoceleste per i campionati di Serie A 2026/27 e 2027/28. L’intesa apre subito un nuovo dibattito, con Stefano Tino, managing director Betsson Group, come spesso accade in prima linea.
“Kaiyun Sports è un nome associato all’industria internazionale delle scommesse online, ovviamente non un operatore regolamentato in Italia – spiega Tino sul suo profilo LinkedIn -. Sulla maglietta della Lazio, che non parteciperà alle competizioni Uefa in questa stagione, abbiamo kaiyunsports.news, presentato come piattaforma internazionale di informazione sportiva e che attualmente offre contenuti in inglese e cinese”.
Ciò su cui si sofferma il manager è un rischio da lui già sollevato: “Se questo approccio è considerato accettabile, potremmo aver appena creato un precedente molto serio – aggiunge -. Qualsiasi operatore di gioco d’azzardo .com non autorizzato in Italia potrebbe creare un dominio .news, .sport, .media o qualsiasi altro dominio e usarlo per inondare televisione, calcio, stadi e altri media con il proprio nome”.
A questo punto Stefano Tino si chiede: “Dov’è tutto il mondo? Dove sono le associazioni dei consumatori che hanno passato anni ad attaccare la pubblicità del gioco d’azzardo, gli operatori e persino i dirigenti del settore? Dove sono le domande parlamentari? I titoli? La copertura televisiva? Il dibattito pubblico sulla protezione dei consumatori e il gioco d’azzardo illegale? Perché se quei principi contavano ieri, dovrebbero contare ancora di più oggi. Spero quindi che Agcom esamini rapidamente questo caso e fornisca un’interpretazione chiara. Perché non si tratta solo di Kaiyun o della Lazio. Si tratta del precedente che rischiamo di creare”.







