Le Regioni Abruzzo ed Emilia Romagna includono il gioco nelle informazioni fornite per la relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione.
Si parla anche di gioco nella Relazione sullo stato di applicazione dell’analisi di impatto della regolamentazione per l’anno 2025, presentata a Camera e Senato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.
Chiamate a fornire informazioni sull’attività svolta in materia, due Regioni hanno incluso anche il settore.
In particolare, si tratta dell’Abruzzo, che rende noto che “dal 2011 ad oggi le missioni valutative concluse con la redazione di una nota informativa da parte del Consiglio Regionale” sono diverse, e tra esse c’è la “L.R. 40/2013 ‘Disposizioni per la prevenzione della diffusione dei fenomeni di dipendenza dal gioco’”, che tra l’altro stabilisce che “l’esercizio delle sale da gioco e l’installazione di apparecchi per il gioco lecito sono soggetti ad autorizzazione del Sindaco del Comune territorialmente competente” e che “l’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito presso esercizi commerciali o pubblici non è rilasciata nel caso di ubicazione dei locali a distanza inferiore a 300 metri, misurati in base al percorso pedonale più breve, dai luoghi sensibili”.
Da parte sua, la Regione Emilia Romagna segnala che “nel corso del 2025 le relazioni trasmesse all’assemblea legislativa sono state 33, di cui 25 discusse nelle rispettive commissioni”, riferite a diverse leggi regionali, tra cui la “L.R. n. 5/2013 ‘Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate'” che stabilisce tra l’altro che “i Comuni possono dettare, nel rispetto delle pianificazioni di cui all’articolo 7, comma 10, del decreto legge n. 158 del 2012, convertito dalla legge n. 189 del 2012 Sito esterno, previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco”.
La Relazione emiliano romagnola, presentata alla commissione Sanità e Welfare del consiglio regionale nell’aprile scorso, aveva evidenziato che a seguito dell’entrata in vigore della legge 63 Comuni hanno ridotto gli orari di apertura, ci sono stati 225 provvedimenti di chiusura, 438 chiusure effettive, 69 delocalizzazioni.







