US Open 2026 e scommesse live: il caso Kalshi e le proteste degli atleti

Boom di puntate a Flushing Meadows tra volumi record e le lamentele dei tennisti contro le sponsorizzazioni del torneo.

Si punta sui match ancora in corso e il giro d’affari milionario fa impallidire i premi riservati ai campioni: annunciata con l’avvio del tabellone principale, sta facendo discutere la partnership degli US Open con Kalshi, il colosso delle scommesse previsionali vicino a Donald Trump Jr.

La trasformazione di Flushing Meadows nell’edizione 2026 richiama quasi l’atmosfera di un casinò. Il tema delle puntate in tempo reale nel tennis è caldissimo: dopo le denunce sui messaggi d’odio e le minacce dirette ricevute dai giocatori, ha fatto scalpore il giro di puntate raggiunto su Kalshi durante la partita tra l’italiano Flavio Cobolli e l’argentino Francisco Comesaña. Un vortice di denaro partito da 8 milioni di dollari alla fine del terzo set, salito a 14,9 al quarto e a 17,1 a inizio quinto, fino a toccare il picco di ben 21,7 milioni di dollari mentre ad ogni punto messo a segno le puntate crescevano di centinaia di migliaia di dollari.

Il monte scommesse su questo singolo incontro del primo turno è stato quasi quattro volte superiore al premio in denaro destinato al vincitore del tabellone maschile (5,5 milioni di dollari). L’accordo tra la Usta e Kalshi, società valutata 22 miliardi di dollari, arriva mentre in tutto lo sport si moltiplicano le polemiche sui prediction market. Come riportato dall’agenzia Ansa, nonostante le difese del Ceo Craig Tiley — che parla di innovazione e coinvolgimento dei tifosi mantenendo l’integrità dello sport —, sugli spalti si nota un pubblico spesso concentrato a puntare dallo smartphone, accompagnando i punti con boati simili a quelli delle corse d’ippodromo. Una situazione che lo stesso Cobolli ha definito “un chiasso che lo ha frastornato”, mentre colleghi come Matteo Berrettini ricordano il peso di insulti e intimidazioni digitali che bersagliano gli atleti 24 ore su 24.

Ad amplificare le perplessità attorno a questa scelta della federazione si sono aggiunte anche le severe lamentele di Jessica Pegula. La tennista statunitense e numero 3 del mondo ha criticato apertamente l’organizzazione per la partnership con una piattaforma di mercati predittivi, sottolineando una marcata disparità di trattamento: agli atleti è severamente vietato legarsi a qualsiasi sponsorizzazione legata al mondo delle scommesse, mentre i tornei traggono enormi profitti da questi accordi commerciali. Pegula ha evidenziato quanto sia frustrante e complicato per i giocatori subire continuamente negatività e attacchi sui social media da parte degli scommettitori delusi — indipendentemente dall’esito del match — per poi vedere quegli stessi marchi dominare gli schermi televisivi e i cartelloni a bordo campo, come riportato dalla testata The Spun.