Prediction markets Usa, scontro tra Governo statale e federale: New Jersey chiede chiarezza

Il New Jersey interroga la Corte Suprema di giustizia sul futuro dei prediction markets negli Stati Uniti. Saranno i singoli Stati o il Governo federale ad avere l’autorità per regolamentarli?

Saranno i singoli Stati o il Governo federale ad avere l’autorità di regolamentare i prediction markets? È quanto chiede lo Stato del New Jersey alla Corte Suprema di Giustizia degli Stati Uniti, a seguito delle sentenze contrastanti emesse da due Corti d’Appello federali (il Terzo e il Nono Circuito) in merito ai contratti legati a eventi sportivi.

Per comprendere il contesto, occorre premettere che negli Stati Uniti il sistema giudiziario federale è suddiviso in aree geografiche chiamate Circuiti, ciascuna con una propria Corte d’Appello: al Terzo Circuito fanno capo Delaware, New Jersey, Pennsylvania e Isole Vergini, mentre al Nono Circuito afferisce un’area più ampia che comprende California, Nevada, Washington, Oregon, Arizona, Alaska, Hawaii, Idaho e Montana.

La controversia nasce proprio dalle decisioni divergenti emesse da questi due organi. La Corte d’Appello del Terzo Circuito ha stabilito che i contratti legati agli eventi sono strumenti finanziari derivati, soggetti unicamente alla giurisdizione della CFTC (Commodity Futures Trading Commission). Questa sentenza impedisce di fatto agli Stati di applicare le proprie leggi sul gioco a piattaforme come Kalshi. Al contrario, la Corte d’Appello del Nono Circuito ha espresso una visione opposta in una causa che coinvolgeva il Nevada, affermando che i contratti su eventi sportivi possiedono la natura intrinseca delle scommesse sportive e non possono eludere le autorità statali.

Come riporta Yogonet, questo conflitto giurisprudenziale (definito circuit split) potrebbe indurre la Corte Suprema a intervenire per chiarire a chi spetti la competenza sui mercati di previsione. Il procuratore generale del New Jersey, Jennifer Davenport, ha sintetizzato la posizione dello Stato: “Chiediamo alla Corte Suprema di risolvere la questione e di riconoscere che il Congresso non ha implicitamente sottratto il settore delle scommesse sportive alla legislazione statale”. L’istanza contesta la tesi delle piattaforme secondo cui le leggi statali sul gioco d’azzardo decadrebbero nel momento in cui le scommesse vengono offerte su un mercato registrato presso la CFTC.

Di parere opposto è Kalshi che ha espresso la sua opinione attraverso la portavoce Dani Lever: “Non condividiamo quanto sostenuto dal New Jersey. Kalshi è una piattaforma di scambio finanziario aperta a livello nazionale e non può essere soggetta a 50 diverse autorità di regolamentazione. Sia il Terzo Circuito che il tribunale distrettuale del New Jersey hanno dato ragione a Kalshi, poiché la giurisdizione esclusiva della CFTC prevale sulla legislazione statale”.

A sostegno della regolamentazione statale si è schierata una coalizione bipartisan composta da 44 procuratori generali. Tuttavia, Bank of America ha osservato che la Corte Suprema potrebbe attendere l’anno prossimo prima di esaminare il caso. In una nota, l’istituto ha dichiarato: “Sulla base dei colloqui avuti con esperti legali, riteniamo possibile che la Corte Suprema attenda il prossimo anno, poiché vi sono ancora procedimenti pendenti presso altri circuiti federali”.

Si tratta dunque di un contenzioso aperto che richiederà del tempo prima di essere risolto definitivamente, lasciando irrisolto, almeno per ora, il braccio di ferro tra i sostenitori dell’autonomia dei singoli Stati e i fautori di un controllo federale centralizzato.

 

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