Il tema della pubblicità nel gioco a distanza viene ripreso dalla deputata Giorgianni (Fdl) in un contesto dove si parla dell’fficacia delle azioni di classe a tutela dei consumatori.
La tutela dei consumatori rispetto a forme di pubblicità o comunicazione commerciale nel settore del gioco a distanza viene menzionata in un’interrogazione a firma della deputata Carmen Letizia Giorgianni di Fratelli d’Italia rivolta al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Come si legge nella premessa, al centro c’è l’attuazione del Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 28 (che recepisce la Direttiva UE 2020/1828), nato per rafforzare le azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei cittadini attraverso provvedimenti inibitori e compensativi.
Giorgianni a proposito spiega anche che “la direttiva (Ue) 2020/1828 richiede agli Stati membri di assicurare la disponibilità di meccanismi processuali effettivi, idonei a migliorare l’accesso dei consumatori alla giustizia e a garantire un elevato livello di protezione degli interessi collettivi”.
Inoltre “l’Associazione Codici – Centro per i diritti del cittadino, ente rappresentativo dei consumatori e soggetto legittimato all’esercizio delle azioni rappresentative, ha segnalato alcune difficoltà applicative e operative riscontrate nell’utilizzo di tali strumenti”.
“Le questioni rappresentate riguarderebbero, in particolare, la complessità dei presupposti di ammissibilità, la durata delle diverse fasi processuali, i costi necessari per promuovere le azioni e la non sempre uniforme applicazione degli istituti processuali nei diversi uffici giudiziari;
Come anticipato dunque tra le materie interessate dalle segnalazioni dell’Associazione figurano “il diritto dei consumatori alla riduzione del costo totale del credito in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti e la tutela rispetto a forme di pubblicità o comunicazione commerciale nel settore del gioco a distanza”.
La deputata chiede pertanto al Governo: “se il ministro interrogato sia a conoscenza delle difficoltà applicative e operative segnalate dagli enti legittimati all’esercizio delle azioni rappresentative”.
“Quali siano i dati aggiornati in merito al numero dei procedimenti ex articoli 840bis e seguenti del codice di procedura civile e 140-ter e seguenti del codice del consumo iscritti, dall’entrata in vigore delle rispettive discipline, presso i tribunali italiani competenti, nonché quanti dei predetti procedimenti si siano conclusi con una dichiarazione di ammissibilità, una dichiarazione di inammissibilità, un rigetto, un accoglimento, una conciliazione o altra modalità di definizione, indicando, ove disponibili, anche la durata media della fase di ammissibilità e dell’intero procedimento”.
“Se siano disponibili dati comparabili relativi ai diversi uffici giudiziari e se da tali dati emergano significative differenze statistiche negli esiti o nella durata dei procedimenti”.
“Se il ministro della Giustizia intenda effettuare, per quanto di competenza, una ricognizione nazionale, esclusivamente statistica e organizzativa, sul funzionamento delle azioni di classe e delle azioni rappresentative, al fine di valutare l’effettiva attuazione del decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 28 e, dunque, quali iniziative normative di competenza il Governo intenda adottare per assicurare che la disciplina nazionale delle azioni rappresentative trovi un’applicazione effettiva e coerente con gli obiettivi della direttiva (Ue) 2020/1828, garantendo ai consumatori e agli enti legittimati un accesso concreto e non eccessivamente oneroso agli strumenti di tutela collettiva”.







