Tusk appoggia l’ipotesi di prelievo europeo su gioco, cripto e big tech nel bilancio 2028-2034.
Il prelievo sul gioco online proposto dal Parlamento europeo come possibile fonte di finanziamento del bilancio comunitario trova il sostegno di un nuovo interlocutore istituzionale. Secondo quanto riportato dalla testata polacca E-Play, durante la conferenza stampa dello scorso 10 settembre a Bratislava il premier polacco Donald Tusk ha invitato a valutare con attenzione le proposte avanzate dagli eurodeputati sui prelievi legati al gioco, alle criptoattività e ai grandi operatori digitali. Le sue parole sono arrivate nell’ambito del confronto sul futuro quadro finanziario dell’Unione e non rappresentano l’annuncio di un’imposta già definita, quanto piuttosto un’apertura politica a un’ipotesi ancora al vaglio.
La proposta a cui Tusk ha fatto riferimento risale allo scorso aprile, quando il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034. Tra le fonti di entrata alternative individuate dagli eurodeputati compare, appunto, un possibile prelievo sul settore del gioco online, insieme a un’imposta sui servizi digitali e a un contributo sulle plusvalenze generate dalle criptoattività. Si tratta, come specificato nel documento, di opzioni da considerare qualora non si raggiunga un’intesa sulle altre risorse proprie già allo studio, e non di misure con aliquote o modalità di riscossione già stabilite.
Il ruolo di queste nuove risorse europee sarebbe quello di affiancare i contributi versati dagli Stati membri, sostenendo sia gli impegni ordinari dell’Unione sia il rimborso del debito contratto per finanziare il programma NextGenerationEU. Il percorso resta però tutto politico: il Parlamento ha già definito il proprio mandato negoziale, ma la trattativa formale sul bilancio richiede ora una posizione condivisa anche da parte dei governi riuniti in sede di Consiglio, dove le sensibilità sui temi fiscali tendono storicamente a essere più caute rispetto a quelle espresse dall’aula di Strasburgo.







