Nella consulta pubblica lanciata dalla Gambling Commission Uk sulle sponsorizzazioni degli operatori di gioco è intervenuta l’Association of Directors of Public Health chiedendo un maggiore divieto di pubblicità su tutti i livelli.
Un divieto ancora più stringente per le sponsorizzazioni di operatori di gioco d’azzardo, non solo quelli non autorizzati dalla Gambling Commission ma esteso anche al digital e all’online marketing, è arrivato dalla Association of Directors of Public Health, l’organismo rappresentativo dei direttori in questione ed è un’organizzazione collaborativa che lavora in partnership con altri per rafforzare la voce della sanità pubblica, con una storia che risale a oltre 160 anni fa.
Si tratta della risposta alla consultazione pubblica avviata dalla stessa commission.
Divieto di sponsorizzazione di giochi d’azzardo non autorizzati
Secondo la legislazione vigente, le aziende possono stipulare accordi pubblicitari e di sponsorizzazione con operatori di gioco d’azzardo non autorizzati dalla Gambling Commission, a condizione che i servizi di tali operatori non siano accessibili ai consumatori in Gran Bretagna. “Gli operatori non autorizzati impediscono l’accesso ai propri servizi tramite il blocco geografico dei loro siti web. Tuttavia, questo può essere aggirato dai consumatori utilizzando una rete privata virtuale (VPN). Questo problema è diventato particolarmente rilevante nell’ultimo anno nel settore sportivo, in particolare nel calcio, a seguito dei cambiamenti nel panorama pubblicitario”, spiegano dall’Adph.
Il Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport intende cambiare questa situazione e ha avviato una consultazione. La motivazione alla base del cambiamento è rappresentata da tre obiettivi principali:
• Proteggere i consumatori, soprattutto i giovani e le persone vulnerabili, dalle piattaforme non regolamentate che potrebbero non offrire un’adeguata protezione ai giocatori o meccanismi di ricorso contro le frodi.
• Difendere l’integrità del nostro mercato interno garantendo che la presenza pubblicitaria sia esclusiva degli operatori che sono tenuti a rispettare le Condizioni di Licenza e i Codici di Condotta (LCCP) della Gambling Commission.
• Nel settore sportivo, eliminare le vulnerabilità al riciclaggio di denaro all’interno delle società calcistiche e degli agenti, individuate nella nostra Valutazione Nazionale dei Rischi.
Pertanto, sono in corso consultazioni su modifiche legislative per vietare le sponsorizzazioni e la pubblicità di giochi d’azzardo non autorizzati in Gran Bretagna, in tutti i settori, compreso quello sportivo, e si propone di utilizzare la legislazione secondaria a tal fine.
L’impatto sui consumatori
Alla domanda sull’impatto sui danni ai consumatori, è stato chiesto “quale impatto, se presente, stimate che questa proposta avrebbe sulla prevalenza dei danni legati al gioco d’azzardo in Gran Bretagna? “La vita delle persone è sempre più satura di pubblicità sul gioco d’azzardo, sia online che offline – proseguono i direttori della sanità pubblica – con il settore che adotta un approccio pervasivo che prende di mira i gruppi vulnerabili, tra cui bambini e giovani, con quattro giovani su cinque che ricordano di aver visto o sentito pubblicità o promozioni sul gioco d’azzardo attraverso risorse online o offline. Esiste poi una maggiore esposizione alla pubblicità del gioco d’azzardo è associata a livelli più elevati di attività di gioco e a un maggiore rischio di danni, tra cui una maggiore frequenza di gioco, maggiori spese, comportamenti di gioco più intensi e il rischio di ricadute”.
E ancora: “La pubblicità del gioco d’azzardo aggrava anche i danni esistenti, con coloro che soffrono del cosiddetto “gioco d’azzardo problematico” che ricevono incentivi quotidiani per giocare. Dato il ruolo che la promozione del gioco d’azzardo ha nell’influenzare il comportamento e nel causare danni, il governo dovrebbe affrontare questo problema.
Tuttavia, il divieto proposto, incentrato sulla pubblicità non autorizzata, rischia di indurre il settore a reindirizzare le risorse verso aree meno regolamentate del contesto normativo, fenomeno noto come “effetto palloncino”. È quindi possibile che l’industria del gioco d’azzardo cerchi di incrementare le proprie sponsorizzazioni autorizzate in risposta al divieto dei mercati non autorizzati. Il governo dovrebbe pertanto introdurre un divieto di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del gioco d’azzardo, basato sui divieti di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco, che rappresentano un pilastro del controllo del settore stesso”.
Questo divieto dovrebbe includere le tattiche utilizzate per trattenere i giocatori a rischio, come i programmi fedeltà, i programmi VIP, la gamification e l’utilizzo di gestori di conti personali, ed essere esteso per includere sia le sponsorizzazioni che la pubblicità del gioco d’azzardo, autorizzate che non autorizzate.
Insomma le proposte per vietare il marketing da parte di operatori non autorizzati dovrebbero essere estese anche agli operatori autorizzati, dato il chiaro legame tra l’esposizione alla pubblicità e i danni correlati al gioco d’azzardo.
Estensione del ban al digital
E l’ultima domanda: a vostro avviso, l’ambito di applicazione di questo divieto dovrebbe essere esteso oltre i supporti pubblicitari fisici presenti negli stadi per includere le piattaforme pubblicitarie online e digitali? “Sì, dovrebbe essere esteso immediatamente.
Una quota significativa dei ricavi del settore del gioco d’azzardo viene investita in pubblicità, marketing, sponsorizzazioni e promozioni per fidelizzare e incrementare la base di utenti; si stima che la spesa sia passata da circa 1 miliardo di sterline nel 2014 a oltre 1,5 miliardi nel 2017.
Una parte di tale spesa è destinata alla pubblicità online, che comprende forme non regolamentate di marketing subliminale sui social media volte a far familiarizzare il pubblico con le società e i prodotti del gioco d’azzardo, creando notorietà del marchio attraverso un’esposizione indiretta fin dalla giovane età. Ciò normalizza l’attività e rafforza comportamenti dannosi.
Sebbene il divieto di pubblicità da parte di operatori non autorizzati su supporti fisici rappresenti un passo positivo e necessario per contrastare i danni alla salute causati dal settore del gioco d’azzardo, la normativa dovrebbe prevedere la graduale eliminazione di ogni forma di pubblicità del gioco d’azzardo, inclusa quella su canali online e digitali”
Foto AI







