Australia: divieto durissimo per la pubblicità del gioco ma tra 5 anni

Una transizione lunga 5 anni che ha scatenato le polemiche in Australia: la Gambling Reform entra in vigore il primo gennaio 2027 ma per alcuni contratti e modalità di comunicazione non cambierà nulla fino al 2031.

 

I loghi legati al gioco d’azzardo rimarranno sulle divise sportive australiane fino alla fine del 2031, cinque anni dopo l’entrata in vigore delle nuove restrizioni del Paese sulla pubblicità, in virtù di una legge approvata dal parlamento federale il 21 agosto.

Stiamo parlando dell’Interactive Gambling Amendment (Gambling Reform) Bill 2026 vieta la pubblicità delle scommesse sulle divise indossate da giocatori e ufficiali di gara, nonché negli impianti che ospitano eventi sportivi. Gli accordi di sponsorizzazione già in essere sono esentati fino al 31 dicembre 2031, a condizione che non vengano modificati. Il resto del pacchetto normativo entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Questo, ovviamente, ha generato notevoli polemiche nonostante il Ministro delle Comunicazioni Anika Wells abbia dichiarato che queste riforme sono le più severe mai adottate dal Paese.

La deroga quinquennale è l’elemento su cui il settore baserà la propria pianificazione. I marchi di scommesse sul petto delle maglie rimarranno legali in Australia per altre cinque stagioni e i club continueranno a percepire i ricavi dagli accordi già sottoscritti.

Cosa limita il disegno di legge

Il provvedimento, come spiega il parlamento australiano, va oltre le semplici divise. La pubblicità delle scommesse è vietata nella fascia oraria immediatamente precedente e successiva alle trasmissioni sportive in diretta durante il giorno, con un limite di tre passaggi pubblicitari ogni 60 minuti all’interno della fascia diurna. Nelle ore notturne, le pubblicità di scommesse sono consentite solo durante le interruzioni di gioco previste.

La pubblicità radiofonica è limitata nelle fasce orarie di accompagnamento e ritiro degli alunni da scuola. Le piattaforme online devono adottare misure ragionevoli per impedire agli utenti soggetti a restrizioni di visualizzare contenuti relativi alle scommesse e devono offrire agli utenti in Australia la possibilità di rinunciare a tali comunicazioni (opt-out), fatta eccezione per la copertura di eventi sportivi in ​​diretta.

Il disegno di legge vieta inoltre a “personaggi di spicco” di promuovere le scommesse. Tale categoria comprende atleti professionisti (in attività o ritirati), celebrità e influencer sui social media, chiudendo così un canale ampiamente sfruttato dagli operatori sul mercato australiano.

Per quanto riguarda i clienti, la normativa istituisce un registro di opt-out per la pubblicità sulle scommesse, vieta il marketing diretto per 14 giorni dopo l’iscrizione del cliente e impone un blocco del marketing di tre mesi dopo la cancellazione dal registro di autoesclusione BetStop. È vietato fare marketing verso clienti identificati come soggetti a rischio. Il keno online e le lotterie estere sono totalmente vietati.

Gli operatori di lotterie nazionali sono esentati dalle restrizioni sulle sponsorizzazioni. Le corse – incluse quelle di cavalli, trotto e levrieri – esulano dalla definizione di “evento sportivo” prevista dal disegno di legge; di conseguenza, gli accordi commerciali dei settori ippici e delle corse di cani rimangono invariati.

Sette squadre di rugby coinvolte

Sette club della National Rugby League (NRL) espongono attualmente marchi legati a scommesse o lotterie: Newcastle Knights, Penrith Panthers, Sydney Roosters, Brisbane Broncos, Dolphins, Wests Tigers e Gold Coast Titans. L’accordo dei Titans è con The Lottery Office, che rientra nella deroga prevista per le lotterie.

Diversi di questi accordi scadono ben prima del termine ultimo del 2031; alcuni rimarranno in vigore almeno fino alla fine della stagione 2028. Wells ha riferito che un club ha un contratto di sponsorizzazione sulla maglia valido fino al 2031: è proprio la situazione che il periodo di transizione è stato concepito per gestire.

I club che lasceranno scadere i contratti attuali non potranno stipularne di nuovi con marchi di scommesse. La deroga si applica solo agli accordi già in essere e finché questi rimangono invariati; pertanto, qualsiasi rinegoziazione rischia di far rientrare l’accordo nel divieto.

Le polemiche e il divieto da attivare subito

Il senatore indipendente David Pocock ha criticato la durata della transizione, sostenendo che le organizzazioni sportive non dovrebbero attendere la scadenza legale. Le organizzazioni sportive “dovrebbero rinunciare volontariamente alle sponsorizzazioni legate alle scommesse non appena possibile”.

Pocock ha fatto notare che le maglie potrebbero ancora esporre loghi di scommesse al momento della revisione normativa triennale prevista dalla legge; ciò costringerebbe a valutare riforme che non hanno ancora dispiegato appieno i loro effetti.

Il deputato liberale Andrew Wallace, che ha votato contro il pacchetto di misure, aveva insistito per una transizione di due anni anziché cinque, affermando che ciò avrebbe dato ai “club tempo sufficiente per sostituire gli sponsor legati alle scommesse”.

Wells ha dichiarato che il governo preferirebbe che i club interrompessero i rapporti con le società di scommesse prima della scadenza, ma ha precisato che la risoluzione anticipata degli accordi commerciali è una decisione che spetta alle singole organizzazioni.

Foto AI