La PlayStation elimina le console, Gonçalves (S&D):’Rivedere ambito applicazione Digital Markets Act’

L’eurodeputato portoghese Bruno Gonçalves interroga la Commissione europea sul passaggio della PlayStation a media completamente digitali.

 

Da gennaio 2028 Sony cesserà la produzione di videogiochi PlayStation su disco e anche se essi continueranno a essere venduti in versione fisica pure nei negozi, nella scatole si troverà soltanto il codice di attivazione da riscattare su PlayStation Store.
Un annuncio che preoccupa l’eurodeputato portoghese Bruno Gonçalves (S&D – ossia socialisti e democratici), che in una interrogazione a risposta scritta alla Commissione europea sottolinea come esso intensifichi “le preoccupazioni in materia di diritti dei consumatori“.

E osserva: “Sebbene il commissario Michael McGrath abbia osservato che l’Ue non può obbligare le aziende private a produrre beni fisici, la transizione completa a ecosistemi digitali chiusi espone i consumatori a dinamiche di prezzo imposte da un unico fornitore, sollevando al contempo interrogativi sulle licenze digitali non trasferibili e sulla possibile perdita di accesso ai contenuti a pagamento”.

In tale contesto l’eurodeputato chiede: “Poiché questa restrizione degli ecosistemi delle console implica che giocatori e sviluppatori di terze parti siano costretti a confrontarsi con un unico intermediario commerciale, la Commissione intende rivedere ed estendere l’ambito di applicazione del Digital Markets Act per includere gli ambienti dedicati alle console per videogiochi?”. Inoltre, “la Commissione è disponibile a valutare le iniziative legislative che garantiscono ai consumatori l’accesso irrevocabile ai videogiochi acquistati, in modo da prevenire la perdita di contenuti, ad esempio, in caso di chiusura dei server, affrontare le clausole commerciali ingannevoli come i pulsanti ‘Acquista’ per le licenze temporanee e salvaguardare la possibilità per i consumatori di prestare temporaneamente i giochi digitali acquistati?”.

 

foto tratta dalla pagina Facebook di Bruno Gonçalves