L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma sui nuovi obblighi previsti per gli operatori di gioco e i casinò a partire dal 10 luglio del prossimo anno.
di Mauro Natta
Il 10 luglio 2027 è previsto il recepimento completo della VI Direttiva con l’applicazione del Regolamento Ue 2024/1624.
Tra i soggetti obbligati ci sono gli operatori di gioco con l’obbligo tassativo di effettuare l’adeguata verifica del cliente all’atto dell’acquisto o del cambio di gettoni o al momento della riscossione delle vincite, per un importo pari o superiore a 2.000 euro.
Questo controllo si attiva sia per una singola operazione, sia nel caso di operazioni frazionate che appaiono collegate tra loro per raggiungere tale cifra.
I casinò terrestri dovranno rispondere a un impianto sanzionatorio armonizzato. In Italia, i controlli sul rispetto delle misure continueranno a essere effettuati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, i quali applicano sanzioni severe in caso di violazione degli obblighi di conservazione dei dati o di mancata segnalazione.
Questo ho letto e ne rimane tanto da leggere; non vado oltre perché mi è più che sufficiente quanto riporto.
Ne riporto ancora un pezzettino, scusate l’annotazione, ne avevo proprio bisogno, dopo un caffé: “Anche se l’Italia applica già limiti nazionali restrittivi, il regolamento europeo impone un tetto massimo assoluto di 10.000 euro per i pagamenti in contanti a livello comunitario per tutte le transazioni commerciali. Questo riduce drasticamente lo spazio di manovra per i giocatori internazionali d’alto livello che si spostano tra i casinò dell’Unione Europea”.
La prima domanda che mi pongo si rivolge al come si potrà svolgere il controllo parziale di operazioni frazionate che appaiono collegate tra loro per raggiungere tale cifra. In particolare relativamente alla possibilità di cambio al tavolo da gioco.
Provo a descrivere una soluzione che fu applicata, mi pare, nel 2001: all’ingresso era consegnato una specie di biglietto di plastica con la foto e il numero. Per l’operazione alla cassa di sala non dovremmo registrare difficoltà, ma non sarebbe più possibile il cambio i gettoni per contanti al tavolo. Se non dotare al tavolo un apparecchio per fare quello difficile a realizzarsi che, invece, troveremmo alla cassa di sala.
Poniamo che avvenga anche non l’impossibile ma, sicuramente, ne consegue un danno; un minor numero di boules e, quindi, un minore vantaggio del banco che. indubbiamente, vi è legato. Oppure creare un maggior numero di sportelli alla cassa di sala e un incremento del costo del lavoro!
Non solo quello appena accennato conduce all’argomento “costo del lavoro” ma mi pare ne esista uno ben più rilevante: a quale clientela ci si potrà rivolgere, l’entità delle entrate tributarie non cambia per i concedenti? L’ imposta sugli intrattenimenti pur di modesta entità a fronte della fiscalità generale ma pur sempre mirata a quest’ultima? L’occupazione nel campo turistico e alberghiero ne soffrirà?
Qui mi fermo ma ci sarebbe altro da aggiungere che non affronto perché potrebbe suscitare reazioni non volute. Nell’attesa di conoscere qualche notizia in più a chiarimento, almeno per me, di una situazione che abbisogna di qualche delucidazione.
Foto di Robert Anasch su Unsplash







