La Legge di bilancio 2027 approderà martedì 27 ottobre sul tavolo del Consiglio dei ministri. Una scadenza che il settore del gioco pubblico segue con attenzione, dal momento che il comparto figura già tra le fonti di copertura indicate dal Governo, senza che finora siano emerse indicazioni precise sugli strumenti che verranno utilizzati.
La data è stata indicata dal vicepremier Matteo Salvini, intervenuto domenica a margine del congresso della Lega a Milano. Tra i prossimi impegni dell’esecutivo, secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor del Sole 24 Ore, il leader leghista ha citato “una Legge di bilancio da portare in Consiglio dei ministri”. Nelle sue dichiarazioni, tuttavia, non sono stati fatti riferimenti a misure specifiche per il comparto: l’annuncio riguarda esclusivamente il calendario della manovra.
Per il settore, il punto di riferimento resta quindi il Documento programmatico di bilancio 2027, deliberato dal Governo il 13 ottobre. Il testo chiarisce che al finanziamento della manovra contribuiranno anche “misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi”. Nella tabella sugli effetti finanziari, gli interventi sul gioco sono collocati tra le entrate, con un impatto stimato pari allo 0,03% del Pil nel 2027 e nel 2028 e allo 0,02% nel 2029. Si tratta di valori che misurano il gettito atteso in rapporto al prodotto interno lordo e che non vanno quindi letti come nuove aliquote fiscali.
Il Dpb non indica quali segmenti del mercato saranno coinvolti né con quali strumenti saranno reperite le risorse. Restano dunque aperte tutte le ipotesi, da eventuali ritocchi al prelievo a interventi sul fronte delle concessioni, che potranno trovare conferma solo con la lettura del disegno di legge. Lo stesso documento, peraltro, subordina la definizione puntuale delle misure anche all’esito del confronto con le autorità europee sul perimetro della clausola nazionale di salvaguardia.
Il passaggio di martedì in Consiglio dei ministri dovrebbe quindi offrire un primo quadro di come il Governo intenda tradurre gli obiettivi di gettito in norme da sottoporre all’esame del Parlamento, dove il testo sarà poi oggetto del consueto confronto tra maggioranza, opposizioni e rappresentanze del settore.
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