Tabaccaio assolto per ludopatia: ammanco da 140mila euro sul Lotto

Foto: Jonathan Cooper / Pexels

Il titolare di una tabaccheria sulla via Aurelia, a Roma, non aveva versato circa 140mila euro di giocate del Lotto: il giudice lo ha assolto riconoscendo la dipendenza dal gioco

Un tabaccaio con attività lungo la via Aurelia, nella zona ovest di Roma, è stato assolto al termine del processo che lo vedeva imputato per un ammanco di circa 140mila euro di incassi del Lotto. Il giudice ha riconosciuto la ludopatia dell’imputato, pesandone la condizione clinica sulla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’esercizio, oltre alla rivendita di tabacchi, operava come ricevitoria del Lotto e di altri giochi pubblici. Il ricevitore incassa le giocate per conto dello Stato e versa le somme entro scadenze fissate: il denaro non gli appartiene, lo detiene solo temporaneamente. Nel caso del commerciante romano i versamenti si sono interrotti e le somme trattenute si sono accumulate nel tempo. I controlli hanno fatto emergere l’ammanco e da lì è partita la denuncia.

Durante il procedimento la difesa ha documentato una dipendenza dal gioco d’azzardo che durava da tempo. Secondo la difesa, le somme sottratte alla cassa del Lotto non hanno finanziato un tenore di vita elevato né investimenti personali, ma sono finite in slot, scommesse e altre forme di gioco, che avevano già prosciugato i risparmi personali e la liquidità dell’attività.

Il codice penale prevede la non imputabilità e il vizio di mente, totale o parziale, quando una patologia riduce in modo rilevante la capacità di autodeterminazione: a seconda dei casi comportano assoluzione o pena ridotta. La giurisprudenza, in diverse pronunce, ha precisato che la ludopatia da sola non esclude la responsabilità penale: servono perizie e riscontri clinici che dimostrino un effetto concreto della patologia sul reato contestato. Il disturbo da gioco d’azzardo rientra nei livelli essenziali di assistenza del sistema sanitario, ma la classificazione, da sola, non rende automaticamente non punibile il giocatore compulsivo: la valutazione resta caso per caso.

I legali del tabaccaio hanno commentato la sentenza con una sola frase: «Riconosciuta la gravità della dipendenza dal gioco d’azzardo». Per i difensori il verdetto non è un’assoluzione di comodo, ma il riconoscimento in sede giudiziaria di una patologia reale, spesso nascosta e sottovalutata.

Per chi ha bisogno di aiuto contro la dipendenza dal gioco esistono servizi gratuiti. I SerD, i servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie, offrono percorsi di cura. L’Istituto Superiore di Sanità gestisce il numero verde nazionale sul gioco d’azzardo. Operano inoltre gruppi di auto mutuo aiuto come Giocatori Anonimi, che affiancano la terapia.

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