Mille euro per apparecchio: New ASGI Italia contesta l’articolo 24

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New ASGI Italia chiede la revisione dell’articolo 24 della Manovra 2027: mille euro per apparecchio senza garanzie di certezza giuridica per le sale giochi familiari.

La procedura di regolarizzazione degli apparecchi da intrattenimento contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2027 finisce nel mirino di New ASGI Italia, associazione degli operatori dell’intrattenimento senza vincita in denaro con sede a Caorle, in provincia di Venezia. Al centro delle critiche l’articolo 24 del provvedimento, che prevede il versamento di 1.000 euro per ciascun apparecchio interessato, accompagnato da una nuova autocertificazione di conformità. Dalla misura lo Stato stima maggiori entrate per circa 15 milioni di euro.

La questione riguarda gli apparecchi disciplinati dall’articolo 110, comma 7, del TULPS e si trascina, secondo l’associazione, dal 2021, quando sono state introdotte nuove disposizioni per le macchine da intrattenimento senza vincita in denaro. Da allora si sono susseguite proroghe, modifiche e difficoltà applicative, alcune delle quali riconosciute dalla stessa Agenzia delle dogane e dei monopoli. Problematica soprattutto la certificazione degli apparecchi più datati, costruiti e commercializzati molti anni prima dell’entrata in vigore delle nuove regole: in diversi casi la documentazione tecnica richiesta, quando riguarda componenti informatiche, software o codici sorgente di videogiochi prodotti da aziende che nel frattempo hanno cessato l’attività, risulta difficilmente reperibile.

“È ragionevole pretendere che il gestore di una sala giochi riesca a recuperare informazioni tecniche che neppure il produttore originale è più in grado di fornire?”, si domanda l’associazione.

Sul piano economico, New ASGI Italia quantifica l’impatto per le piccole e medie imprese: una sala con 10 apparecchi interessati dovrebbe versare 10.000 euro, con 20 apparecchi il costo salirebbe a 20.000 euro, fino a 30.000 euro per una struttura con 30 macchine. Importi che si sommano, sottolinea l’associazione, a costi già elevati per affitti, energia, personale, manutenzione, assicurazioni e aggiornamento delle attrazioni.

L’aspetto giudicato più controverso riguarda gli effetti del pagamento. Il proprietario sarebbe chiamato ad assumersi personalmente la responsabilità della conformità tecnica dell’apparecchio attraverso una nuova autocertificazione, pur non disponendo necessariamente delle competenze specialistiche per effettuare tale valutazione. L’operatore, dopo aver versato quanto richiesto, resterebbe quindi esposto alle conseguenze di eventuali difformità riscontrate durante successivi controlli.

Critica anche la lettura della stima di gettito. Il numero delle macchine esistenti, rileva l’associazione, non coincide necessariamente con quello degli apparecchi per i quali sia tecnicamente possibile produrre la documentazione e sottoscrivere la conformità richiesta. Di fronte a costi elevati e garanzie ritenute insufficienti, alcuni operatori potrebbero scegliere di dismettere gli apparecchi anziché procedere alla regolarizzazione.

Nel merito, New ASGI Italia rivendica la distinzione tra intrattenimento familiare e gioco d’azzardo: “Una sala giochi per famiglie non è una sala slot. Una gru a premi non è una VLT. Un videogioco non è una scommessa”. Si tratta, spiega l’associazione, di luoghi di aggregazione frequentati da genitori, bambini, ragazzi e gruppi di amici, nei quali si trovano videogiochi, simulatori, giochi di abilità, gru a premi e altre attrazioni ricreative senza vincite in denaro, presenti nelle località turistiche, nei centri commerciali e nei centri cittadini. “Le sale giochi per famiglie non sono un problema da risolvere, ma una realtà imprenditoriale da riconoscere, tutelare e valorizzare”, si legge nella posizione dell’associazione, che chiede procedure semplificate per gli apparecchi senza vincita in denaro, criteri di valutazione adeguati alle macchine più datate, oneri amministrativi proporzionati e una chiara definizione delle responsabilità tecniche.

Su queste basi l’associazione ha predisposto una mozione per chiedere una revisione complessiva dell’attuale impianto normativo. In subordine, qualora la revisione non fosse possibile, New ASGI Italia chiede che per tutti gli apparecchi elettromeccanici messi in esercizio prima del 1° giugno 2021 e già in possesso di un nulla osta provvisorio di messa in esercizio sia prevista la conversione del titolo in definitivo, mediante semplice richiesta del proprietario dell’apparecchio, senza ulteriori obblighi tecnici o documentali e senza oneri economici aggiuntivi a carico del gestore.

“Il settore dell’intrattenimento familiare ha bisogno di regole chiare, non di nuovi ostacoli”, afferma il presidente di New ASGI Italia, Vanni Ferro. Il disegno di legge di Bilancio 2027 è all’esame del Parlamento: sarà l’iter parlamentare a stabilire se l’articolo 24 resterà nell’attuale formulazione o se le richieste avanzate dalle associazioni del comparto troveranno spazio in sede emendativa.

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