Piani industriali casinò, la convergenza possibile di qualità e quantità

L’analista di gaming Mauro Natta esamina il tema della redazione di piani industriali nei casinò, evidenziando come qualità e quantità possano e debbano convergere.

 

di Mauro Natta

Qualità, quantità o entrambi? Mi pare un interrogativo che un gestore di casa da gioco dovrebbe porsi per il prossimo futuro. Credo, tra l’altro, che poco importi se trattasi di una società a capitale pubblico o privato. Non è facile immaginare, al momento, la corsa alla gestione da parte di capitali privati in una situazione di instabilità economica e non solo come l’attuale. Questa è la mia personale impressione dovuta in primis all’idea che mi sono fatto della elevata difficoltà da parte dell’Europa. E, si potrebbe aggiungere, ad una economia basata per una parte molto importante sulla trasformazione. Insomma, per farla breve, in Italia siamo carenti di materie prime indispensabili.

Non desidero allontanarmi da quanto conosco discretamente per inoltrarmi in un campo dove mi trovo totalmente incapace di prevedere oltre quel poco che ho precedentemente narrato, certamente confuso ma oso sperare comprensibile.

Torno all’interrogativo iniziale che potrebbe comportarne uno di seguito: esistono gli spazi da destinare a un’offerta che teoricamente corrisponda alla prevedibile domanda?

Come si potrebbe preventivare il numero dei probabili frequentatori? Si parte dai componenti del normale bacino di utenza, dalla possibilità di spesa rilevabile dal trend degli introiti (netti e lordi) e nel raffronto tra introiti e presenze. Si continua con le presenze al di fuori del bacino normale di utenza collegabili o meno alla stagione turistica e/o alle manifestazioni mirate, ad esempio congressi o gala per sport e altro.

Si dovrebbe porre attenzione a quello che in gergo si conosce come il polmone del casinò (l’ufficio cambio assegni) che, senza voler essere pessimisti, si appresterebbe, penso forzatamente, ad una revisione quasi obbligatoria stante la situazione.

Costi: dei servizi e del personale. Tanto per mettere a terra un inizio di ricerca, molto dipende dalla tipologia che abbiamo potuto temporaneamente individuare per quanto alla frequentazione di qualità.

Del personale ovvero se gli impiegati sono, tutti o meno, all’altezza di svolgere il loro incarico in qualunque tipologia di gioco si applichi.

Introiti; slot e giochi elettronici, giochi da tavolo e mance per la quota che il patto di devoluzione assegna alla gestione. La prima indicazione potrebbe fornirla l’incidenza di questi in oggetto sul totale degli introiti netti (senza le mance), Il raffronto tra i proventi in discorso e le presenze potrebbe indicarne il futuro anche sulla base del costo, senza dubbio aumentato, dei trasporti. Nel caso in esame pare logico pensare ad un incremento del gioco online nel quale i giochi da casinò hanno una consistente posizione.

Giochi da tavolo che andrebbero considerati per la loro singola incidenza sul totale, sia netto sia lordo (mance comprese).

Mance che, ricordando il loro ruolo per la parte precedentemente indicata, hanno una rilevanza in quanto conforto del costo del personale di cui all’art.3 del Dm n. 314/97.

A questo punto possiamo considerare di aver chiuso, temporaneamente, il discorso iniziale: lo studio propedeutico al piano industriale.

 

Foto di Edoardo Bortoli su Unsplash