Alessandro Garofalo del comitato scientifico di Fondazione Fair sottolinea l’importanza dell’innovazione della creatività nel settore del gioco.
Innovazione, creatività e modelli economici da ripensare. Sono alcune delle tematiche principali emerse in un’intervista a Alessandro Garofalo, membro del Comitato scientifico di Fondazione Fair, che ha parlato di gioco e soprattutto dell’evoluzione del settore. nell’articolo pubblicato sui canali ufficiali dell’associazione viene precisato innanzitutto che “applicare la creatività e produrre innovazione è importante, tra le diverse possibilità, saper mettere in discussione il modello di riferimento del settore esaminato e, come si dice nel gergo, riuscire a rompere il paradigma”.
Inoltre è fondamentale “pensare a una diversa organizzazione del gioco con vincite in denaro, capace di mantenere la redditività per chi lo gestisce e di ridurre il rischio che diventi dannoso per chi gioca. Queste considerazioni conducono verso uno degli aspetti caratteristici della creatività: la ricerca dei paradossi intrinseci. Individuare le contraddizioni aiuta il pensiero critico e non convenzionale a generare idee originali. Alcuni esempi possono essere la definizione obbligatoria di un budget prima di iniziare a giocare, un tempo massimo di gioco, la riduzione della velocità oppure nuovi programmi di fidelizzazione che non siano legati al volume giocato”.
Per quanto riguarda il tema dell’innovazione Garofalo sottolinea che nelle pratiche aziendali è fondamentale un approccio che prende il nome di benchmarking. In sintesi significa “confrontarsi con la concorrenza è giusto, ma non basta. Se voglio realizzare un’innovazione che scardini lo status quo, devo anzitutto individuare il processo da migliorare. A quel punto posso confrontarmi con chi gestisce quel processo nel modo migliore, anche se opera in un settore completamente diverso. Se, per esempio, voglio trasformare la sala da gioco in un luogo maggiormente orientato alla socialità, devo studiare la disposizione dei tavoli, distribuire i giochi evitando che siano troppo addensati e pensare alla presenza della luce naturale. Posso quindi cercare ispirazione in spazi come ristoranti, centri commerciali, resort e spa”.
Al centro anche l’evoluzione del gioco partendo da un paio di riflessioni. Garofalo infatti spiega che “durante gli Stati generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è emerso il ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale nel contrasto al gioco illegale. È però evidente che anche chi opera nell’illegalità può utilizzare gli stessi strumenti. La seconda riflessione riguarda la crescente estensione degli eventi sui quali è possibile scommettere. Oggi si scommette ormai su tutto, come mostra anche la piattaforma Polymarket. In questo contesto, chi dispone delle informazioni prima degli altri può ottenere un vantaggio determinante.
L’ultima riflessione riguarda invece l’intelligenza emotiva. A proposito “si potrebbe elaborare un profilo personalizzato capace di offrire indicazioni utili a ridurre il peso delle proprie ansie, legate per esempio all’intimità, alla perdita, all’attenzione, al confronto o alla critica. Un progetto di questo tipo dovrebbe naturalmente essere sviluppato con il supporto di psicologi ed esperti di neuroscienze. Un altro laboratorio potrebbe concentrarsi sulla messa a punto di un diverso modello economico per la sala da gioco, basato su ricavi maggiormente distribuiti e su percezioni multisensoriali diffuse. In sintesi, si tratterebbe ancora una volta di provare a rompere il paradigma, ricercando i paradossi all’interno di un approccio multisensoriale. Una sfida certamente difficile”.
Immagine in alto Alessandro Garofalo © Fondazione Fair Official Website







