L’analisi dei dati del Dipartimento delle Finanze sui primi sette mesi del 2026 conferma la crisi strutturale degli apparecchi da intrattenimento.
I numeri diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia offrono un punto di osservazione utile per leggere le trasformazioni in corso nel mercato del gioco pubblico italiano. Nel periodo gennaio-luglio 2026 il gettito erariale complessivo riconducibile al comparto si è attestato a 4,298 miliardi di euro, con una contrazione di 284 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari al 6,2%. Se si considerano le sole imposte indirette, che includono lotterie e le altre attività di gioco, la flessione sale all’8,1%, per un gettito complessivo di 3,664 miliardi di euro.
Il dato assume un rilievo particolare se letto in parallelo con l’andamento generale della fiscalità nazionale, che nello stesso periodo ha invece mostrato una crescita robusta. Le entrate tributarie erariali complessive, accertate secondo il criterio della competenza giuridica, hanno raggiunto 346,123 miliardi di euro tra gennaio e luglio, in aumento di 9,357 miliardi rispetto al 2025, corrispondenti a un incremento del 2,8%. Le imposte dirette sono cresciute del 3,2%, arrivando a 200,670 miliardi di euro, mentre le indirette hanno segnato un +2,2%, per un totale di 145,453 miliardi. Il settore del gioco resta quindi una delle poche voci in controtendenza rispetto a un quadro erariale complessivamente espansivo.
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L’elemento che pesa maggiormente sulla flessione complessiva è la componente degli apparecchi e congegni da intrattenimento, il cui gettito nei primi sette mesi dell’anno è sceso da 3,230 miliardi di euro del 2025 a 3,022 miliardi nel 2026, con una perdita di 208 milioni di euro, pari al 6,4%. Anche i proventi delle attività di gioco, voce contabilizzata separatamente nelle tabelle ministeriali, mostrano un calo, seppure più contenuto, passando da 241 a 237 milioni di euro, l’1,7% in meno. Resta invece pressoché invariata la ritenuta sulle vincite del Gioco del Lotto, che ha prodotto 365 milioni di euro contro i 366 milioni dello stesso periodo del 2025, una riduzione dello 0,3%.
Il dettaglio del solo mese di luglio restituisce un quadro leggermente diverso da quello cumulato. I proventi delle attività di gioco sono infatti saliti a 33 milioni di euro, contro i 28 milioni di luglio 2025, un incremento del 17,9%, mentre il gettito degli apparecchi da gioco è calato da 564 a 550 milioni di euro, con una flessione del 2,5%. Un andamento che, pur nella sua parzialità mensile, conferma la debolezza persistente del comparto degli apparecchi rispetto alle altre componenti del gioco pubblico.
Nella nota tecnica che accompagna il bollettino, il Ministero individua una possibile chiave interpretativa del fenomeno, riconducendolo a una progressiva riduzione del giocato registrata dal 2024 in avanti per gli apparecchi da intrattenimento. Secondo la lettura ministeriale, questo andamento sarebbe legato alla crescente attrattività di altre forme di gioco, comprese quelle offerte a distanza, caratterizzate da condizioni di vincita e da livelli di marginalità per gli operatori differenti rispetto al canale fisico. Si tratta di un’indicazione che va oltre la semplice fotografia contabile e che apre una riflessione più ampia sulla ridistribuzione della domanda tra i diversi canali del mercato regolamentato, in un momento in cui la rete fisica degli apparecchi continua a mostrare segnali di cedimento a vantaggio dell’offerta digitale.
Osservato nell’arco dei primi sette mesi dell’anno, il quadro tracciato dal Dipartimento delle Finanze conferma dunque una tendenza già emersa nei mesi precedenti: la fiscalità nazionale prosegue la sua crescita, sostenuta da Irpef, Ires e Iva, mentre il comparto del gioco pubblico continua ad arretrare, con gli apparecchi da intrattenimento a rappresentare il principale fattore di trascinamento verso il basso di un gettito che, solo pochi anni fa, cresceva in linea con il resto delle entrate erariali.








