Ecco un’analisi sull’andamento delle scommesse ippiche ad agosto, mese influenzato negativamente dalla mancanza di corse pomeridiane.
Prima e significativa battuta d’arresto del mercato delle scommesse ippiche in Italia. Si registra ad agosto, ponendo così fine a un trend espansivo biennale, mostrando i primi evidenti segnali di stanchezza stagionale e accentuando quel “paradosso fiscale” che ormai caratterizza il settore. I dati ufficiali, analizzati da Grande Ippica Italiana, tracciano il ritratto di un comparto che, nonostante la spinta a tratti eccezionale del palinsesto complementare, subisce la contrazione fisiologica delle giocate in agenzia e la crisi d’affetto del pubblico verso le formule tradizionali.
Nel mese di agosto 2026, la somma totale dei movimenti (Agenzia più Ippica Nazionale) si è attestata a 49.112.975,50 euro. Il dato sancisce una flessione del -2,64% rispetto allo stesso mese del 2025 (quando la raccolta aveva superato i 50,4 milioni), pur mantenendo un guadagno complessivo del +13,24% nel confronto biennale con agosto 2024 (43,3 milioni). A pesare sulla performance mensile è la concentrazione quasi totale dei palinsesti in orari notturni e festivi, che sconta la chiusura anticipata di molti punti vendita fisici sul territorio. E sul confronto con il 2025 pesa tantissimo, osserva Grande Ippica Italiana, il ridotto numero di campi esteri proposti nel palinsesto ordinario, che da solo vale circa 1,3 milioni di euro di calo, un dato che da solo avrebbe portato al pareggio del totale, cambiando completamente i dati del tot e dell’ippica nazionale. Inoltre un maggior numero di estere al pomeriggio, soprattutto nel retail, avrebbe avuto un effetto di trascinamento maggiore per tutto, soprattutto per i pochi altri diurni.
La Quota Fissa domina il mercato
Andando a disaggregare le differenti tipologie di gioco, la polarizzazione delle preferenze appare ancora più netta rispetto all’inizio dell’estate. Il motore del betting ippico rimane la Quota Fissa, capace di generare da sola 42.714.639 euro. Questa modalità rappresenta ormai una quota schiacciante (l’87%) dell’intero movimento d’agenzia. Sebbene il dato sia in linea con il 2025 (-0,10%), il progresso rispetto ad agosto 2024 è un tondo +15,99%.
A sostenere interamente l’impalcatura della quota fissa è il palinsesto complementare, che ha mosso ben 40.692.924 euro. Ciò significa che i palinsesti allargati e la continuità transnazionale coprono il 95,2% delle preferenze di chi scommette a quota fissa. Al contrario, le formule storiche e strutturate sono ridotte a comparse: la ormai quasi sparita “Multipla a riferimento” crolla a un volume residuale di appena 1.844 euro nel mese (-18,8% sul 2025 e -41,1% sul 2024).
Totalizzatore in trincea, profondo rosso per l’Ippica Nazionale
Le note dolenti, prosegue la puntuale disamina di Grande Ippica Italiana, arrivano dalle modalità di gioco tradizionali e d’estrazione “esotica”. Il Totalizzatore chiude agosto 2026 a quota 3.217.009 euro. Per questa formula si registra una netta contrazione del -18,08% rispetto ad agosto 2025, mentre il confronto con il 2024 evidenzia una sostanziale stabilità (-1,93%).
L’allarme rosso più intenso continua però a interessare l’Ippica Nazionale. La raccolta ad agosto si è fermata a 3.179.483,50 euro, certificando una pesante doppia contrazione: -15,29% rispetto al 2025 e -2,53% rispetto al 2024. La progressiva disaffezione verso Trio e Tris è evidente, penalizzata dalle caratteristiche intrinseche di scommesse ritenute troppo complesse dal pubblico più giovane, che in un mondo dominato da velocità e immediatezza preferisce la rapidità d’esito della quota fissa su vincente e piazzato. Inoltre in serale la chiusura di molti esercizi condiziona la raccolta dell’In che per sue caratteristiche (così come il totalizzatore) è poco seguita nell’online.
Aliquote ai minimi e incassi giù
La forbice tra i volumi giocati nel biennio e il rendimento per le casse pubbliche si fa sempre più preoccupante: se nel confronto a due anni (agosto 2024 vs agosto 2026) il movimento complessivo è salito del +13,24%, il prelievo netto a favore dello Stato e dell’ippica è crollato in maniera verticale.
Ad agosto 2026 l’erario ha incassato complessivamente 1.922.610,36 euro. Un anno fa, ad agosto 2025, il prelievo si attestava a 2,04 milioni (-5,96%), mentre nel 2024 superava i 2,66 milioni di euro. Il motivo di questo crollo degli incassi fiscali (pari a un -27,89% nel biennio) risiede nella rimodulazione dell’aliquota di prelievo totale media, scesa dal 6,15% del 2024 al 4,05% del 2025, fino a toccare il minimo storico del 3,91% ad agosto 2026. L’aliquota della sola quota fissa si è infatti stabilizzata a un magro 2,06%, riducendo sensibilmente i margini di contribuzione della specialità più giocata a scapito dei più remunerativi totalizzatori. Sarebbe interessante, osserva Grande Ippica Italiana, riuscire ad avere i dati del Ggr (il margine lordo sul quale viene calcolato il prelievo) corsa per corsa in modo da poter capire quali siano quelle che, anche in un mondo ormai indirizzato verso le scommesse semplici, possono garantire una buona remuneratività.
Tema programmazione da approfondire
L’analisi dei dati della raccolta propone riflessioni sul tema della programmazione. Troppe corse nel periodo estivo (ma non solo) hanno avuto una riuscita decisamente mediocre. E questo ha avuto riflessi profondi sulle scommesse. Anche a livello europeo uno dei temi più discussi è quello della necessità di proporre corse con campi quantomeno accettabili e l’ultimo esempio è quello della Svezia, che ha deciso di tagliare nel 2027 il numero delle corse/giornate mantenendo il montepremi per cavallo sullo stesso livello di quest’anno. Ragionamenti analoghi sono in corso in Francia e in Inghilterra, a fronte di un quadro che, d’altronde, si sta modificando continuamente.
D’altronde, se è vero che la quota fissa propone il massimo delle performance con un cocktail di qualità con numero di partenti medio-alto (ma non altissimo), quello che resta delle “esotiche” non va certo dimenticato per la sua remuneratività e in quest’ottica è necessario avere campi di partenti che si pongano un paio di scalini sopra quelli attuali.
Il numero dei cavalli in attività continua a scendere praticamente ovunque e durante quest’estate sono entrati in gioco due fattori destabilizzanti: i costi per le trasferte e il caldo. Entrambi hanno influito pesantemente sulla reale possibilità di viaggiare e questo ha limitato parecchio i partenti. Inoltre i 2 anni, sia al trotto che al galoppo, sono pochi e molti di essi debutteranno solo adesso tanto da far pensare che sia necessario un adattamento della programmazione piuttosto radicale per quello che riguarda i giovanissimi. Insomma per diversi motivi (non ultima la situazione di diversi ippodromi) il sistema ha mostrato delle falle che hanno modificato il quadro “dipinto” dopo analisi approfondite ma anche un occhio alle istanze delle componenti del settore alla fine dello scorso anno, all’atto della stesura del calendario.
E per effettuare un salto di qualità bisognerà cambiare anche la prospettiva con la quale si affrontano i temi di calendario e programmazione, passando ad una valutazione dei benefici del sistema nel suo complesso e non solo in un’ottica focalizzata sui risultati di una singola giornata o di un singolo aspetto, sia esso quello della presenza di pubblico oppure quello delle vere o presunte necessità delle varie componenti. Questo vale per tutte le specialità, trotto, galoppo ed ostacoli, che dall’analisi della raccolta di gioco esprimono chiaramente quelle che sono le preferenze del pubblico, ampliando l’ottica dall’ambito locale a quello Nazionale.
L’agosto a quota fissa: trotto ad alta ripetitività, galoppo gioco alto
Un movimento netto complessivo di 19.893.844,05 euro distribuito su 685 corse, per una media di 29.042,11 euro a corsa: i dati di raccolta a quota fissa dell’ippica italiana nel mese di agosto tracciano la mappa di un settore guidato dal palinsesto estivo ovviamente condizionato dalle condizioni climatiche. L’analisi approfondita della spesa evidenzia una profonda divergenza strutturale tra la logica dei volumi aggregati e quella dell’efficienza per singolo evento, legata sia alla disciplina sia alle abitudini di fruizione del pubblico serale.
Trotto notturno: tante corse, gioco frammentato
Con 484 corse italiane a palinsesto e un incasso complessivo di 13.006.649,87 euro, il Trotto Notturno rappresenta la parte maggiore della raccolta estiva, generando il 65,38% del movimento totale. Questa disciplina beneficia di una presenza capillare negli ippodromi della riviera e delle località turistiche (da Cesena a Montecatini, passando per Garigliano e Pontecagnano), intercettando un bacino d’utenza trasversale e ad alta frequenza.
Tuttavia, l’elevata saturazione dell’offerta diluisce la resa unitaria, attestando la media per corsa a 26.873,24 euro. I picchi di scommessa nel trotto sono rigorosamente concentrati nei Grandi Premi: la Finale del Campionato Femminile dei 4 Anni a Garigliano ha registrato 77.723,67 euro, mentre il Gp Città di Cesena e il Città di Montecatini hanno superato rispettivamente i 69,4 mila e i 65,3 mila euro. Nelle prove ordinarie o tardo-serali (dalla 7ª corsa in poi), la liquidità crolla fino a minimi inferiori ai 5.000 euro, evidenziando una forte dipendenza dai grandi eventi e dalle giocate a caratura nazionale (Tris/Quarté/Quinté).
Galoppo notturno e diurno: il primato della redditività
Se il trotto vince la sfida della massa, il Galoppo Notturno, osserva ancora Grande Ippica Italiana, nonostante le grosse difficoltà nell’allestire corse competitive, conquista la palma della massima redditività per evento, mettendo a segno una media di 35.349,38 euro per corsa (su un totale di 131 corse e 4,63 milioni di euro raccolti). Il successo delle corse serali al galoppo risiede in una felice sintesi tra prestigio tecnico e intrattenimento estivo: ippodromi come Varese (43.216,70 euro di media su 36 corse) o Livorno (37.023,62 euro di media) riescono ad attrarre una scommessa ad alto budget. Non a caso, il singolo evento più giocato di tutto il mese d’agosto è stato la prova serale del Città di Corridonia con 85.594,05 euro, seguita dalla Coppa del Mare di Livorno con 83.271,09 euro.
Il Galoppo Diurno, pur limitato a 70 eventi (2,25 milioni di euro), difende un’ottima media di 32.234,65 euro per corsa. Questo risultato è sostenuto quasi interamente Merano (trattata come evento turistico-sportivo, con la vetta di 65.661,43 euro del Premio delle Alpi) e Tagliacozzo, dove il pubblico e gli appassionati storici garantiscono una base di scommessa solida anche nelle ore pomeridiane.
Un cenno anche alla parte bassa della classifica del gioco, perché sono state oltre 160 (quasi il 20% del totale) le corse che sono rimaste al di sotto dei 20mila euro di raccolta a quota fissa. E questo dato merita ragionamenti più approfonditi per il futuro.
L’analisi dell’ordine di corsa rivela un preciso modello di ingaggio degli scommettitori: la raccolta segue una progressione a campana che raggiunge il suo apice alla quinta e sesta corsa della riunione, dove si concentrano i centrali e i handicap più seguiti. Nel galoppo notturno, la quinta corsa raggiunge la media record di 44.423,31 euro, mentre nel trotto le corse centrali superano costantemente i 30.000 euro
Emerge infine un marcato divario territoriale. Poli agonistici di primo piano (Varese, Torino Vinovo, Corridonia) garantiscono medie superiori ai 38.000 euro a corsa grazie a un elevato indice di competitività. All’opposto, impianti periferici o con programmazioni locali come Chilivani (15.933,34 euro medi) o Casarano (20.269,72 euro) faticano ad attrarre il gioco da fuori bacino.
Ultimo appunto riguardo alle corse estere a quota fissa.Le giornate di alto livello hanno raccolto ottimi volumi. Le Juddmonte International con quasi 58mila euro si piazzano molto in alto nella classifica totale e anche quelle di Goodwood, le altre di York e quelle di Deauville sono nella fascia media della raccolta a dimostrazione delle preferenze del pubblico, che ormai gioca le corse estere con continuità e in molti casi semplicemente le preferisce alle italiane.
Foto di Taylor Sondgeroth su Unsplash







