La Federazione italiana Tabaccai, Fit, attraverso un’analisi del Libro Blue di Adm del 2024 sottolinea come il riordino del gioco fisico sia stata un’occasione mancata per l’intero comparto.
“Nel 2024 il gioco legale ha registrato 157,39 miliardi di euro di raccolta, con 135,84 miliardi di vincite e 21,55 miliardi di spesa, cioè la perdita effettiva dei giocatori e, al lordo dell’Erario, il ricavo della filiera. Alle casse pubbliche, invece, sono andati 11,56 miliardi, lo 0,57% in meno del 2023 (in quell’anno l’Erario aveva guadagnato 11,62 miliardi).” A riprendere questi dai è Fit, ovvero la Federazione italiana Tabaccai, che attraverso una nota resa pubblica su suoi canali ufficiali un’analisi del settore del gioco basata sul Libro Blu 2024 dell’Agenzia delle dogane e monopoli.
Nonostante l’uscita con circa un anno e mezzo di distanza rispetto all’anno di riferimento e la disponibilità di dati più recenti (come i 165,3 miliardi di raccolta complessiva stimati per il 2025), il report di Adm si conferma uno strumento fondamentale per tracciare un bilancio organico, analitico e approfondito sull’evoluzione del mercato tra canale fisico e online. Nella nota però si legge che “il dato più eloquente, tuttavia, riguarda il rapporto tra i due canali. La raccolta fisica è passata dai 62,95 miliardi del 2022 ai 65,10 del 2023 e ai 65,30 del 2024: +3,73% nel biennio e appena +0,31% nell’ultimo anno. L’online, invece, è salito da 73,08 a 82,54 e poi alla cifra di 92,09 miliardi: +26,02% in due anni e +11,57% nel 2024.
Nel 2024 ha raggiunto il 58,51% della raccolta complessiva, contro il 41,49% del fisico. Una percentuale considerevole che nel 2025, per inciso, è stata addirittura superata. E infatti, se il Libro Blu, naturalmente, si ferma al 2024, i dati già disponibili sullo scorso anno, come abbiamo visto, mostrano che la tendenza non soltanto è proseguita, ma si è ulteriormente accentuata.
La raccolta online ha avuto un incremento del 9,57%, arrivando a rappresentare il 61% del mercato. Quella fisica, invece, è scesa da 65,30 a circa 64,4 miliardi: una contrazione dell’1,38%, che ne ha ridotto il peso dal 41,49% al 39%. Ma torniamo al Libro Blu 2024: per effetto dei payout più elevati del digitale, la spesa online nel 2024 si è fermata a 5,07 miliardi, mentre quella fisica ha raggiunto 16,48 miliardi. Il territorio, in altri termini, ha generato ben il 76,46% della spesa effettiva; ma tra il 2022 e il 2024 quella on line è cresciuta del 30,76%, quella fisica di appena lo 0,28%.
La domanda è dunque la seguente: L’online sta dunque mangiando il fisico? È questa la preoccupazione che già da qualche tempo “anima il comparto terrestre e che sembra sempre più evidente a ogni nuova rilevazione di dati. In effetti, i numeri non dimostrano una sostituzione automatica, perché il canale territoriale nel complesso non arretra. Certificano però, e questo è assolutamente innegabile, la sua quasi immobilità e una rapida perdita di peso relativo. Se dunque non si è registrato (ancora) «il crollo del fisico», la stagnazione sì, un dato che ormai si conferma strutturale. Insomma: la crisi è aperta.”
Infine la nota analizza quello che viene definito come paradosso fiscale: “Se raccolta e spesa aumentano, il gettito cala. Nel 2024, il rapporto tra erario e raccolta è sceso dal 7,87% al 7,34%. Una flessione che, per inciso, sappiamo essere stata confermata, anzi esasperata, nel 2025: addirittura il -6,94%. Sono numeri che impongono una riflessione e confermano quanto STS denuncia da tempo. In questo scenario, il riordino del gioco fisico, rimasto incompiuto, avrebbe potuto contribuire a riequilibrare le regole, garantire la sostenibilità del comparto e ristabilire condizioni di concorrenza più eque tra i diversi canali. Un’occasione mancata, dunque, che alla luce di questi dati, si rivela essere ancor più imperdonabile”.







