I partiti olandesi nel dibattito politico del gambling nel Paese si dividono arrivando fino alla richiesta del divieto di regolamentazione ma convergendo sulla limitazione della pubblicità e la lotta ai siti web illegali.
Politica divisa sul futuro del gioco d’azzardo nel paese. Nonostante una forte guida come quella dell’authority della Ksa che aveva segnalato alcuni temi alla vigilia del dibattito in Parlamento.
I Paesi Bassi sono ancora in fase di attuazione di una serie di riforme alla legge sul gioco d’azzardo online (Remote Gaming Act, KOA) volute dai governi precedenti.
Come riportato in dettaglio da Frank Op de Woerd per il media Casinonieuws , la Segretaria di Stato alla Giustizia Claudia van Bruggen ha ricevuto l’interrogazione di nove parlamentari che hanno sollevato questioni distinte in merito alla tutela dei giocatori e alla regolamentazione del gioco d’azzardo online.
Divieto pubblicità e blocco siti illegali
Le ricette sono sempre più o meno quelle. Come quelle paventate da Mirjam Bikker: la deputata di ChristenUnie ha sostenuto un divieto più ampio in materia di pubblicità, un blocco più rapido dei siti web illegali e ha spinto sull’innalzamento dell’età minima per il gioco d’azzardo a 21 anni che era stato ritardato come provvedimento
Il Segretario di Stato ha concordato con la posizione di Bikker secondo cui i siti web illegali dovrebbero essere contrastati in modo più efficace, e ha spiegato che attualmente i siti web con dominio .nl vengono facilmente oscurati, ma quelli con domini stranieri rimangono un problema in quanto esulano dalla giurisdizione del governo, che non può quindi imporre il blocco del dominio.
Bruggen ha aggiunto che è attualmente in fase di elaborazione una bozza di legge per introdurre poteri di blocco DNS più ampi, che dovrebbe entrare nella fase di consultazione all’inizio del 2027.
Innalzamento a 21 anni per il gioco online
Riguardo al limite di età, Claudia van Bruggen ha spiegato che un innalzamento immediato a 21 anni sarebbe controproducente rispetto all’obiettivo prefissato di proteggere i giovani adulti, e che è necessaria prima un’analisi approfondita per dimostrare che l’innalzamento del limite riduce effettivamente i danni anziché spingere i giovani nel mercato nero.
C’è chi propone il divieto totale
Negli scenari attuali e nella storia del gioco online c’è, anche in Olanda, chi propone, come Diederik van Djik, del partito conservatore SGP, di ritirare completamente la legge sul gioco d’azzardo online, affermando che il governo dovrebbe “chiudere il rubinetto” invece di “comprare scope migliori”.
Inoltre, il deputato del SGP si è mostrato irremovibile nella sua convinzione che dovrebbe essere introdotto un divieto totale di pubblicità per tutti i tipi di gioco d’azzardo, compresi i casinò terrestri e le lotterie, mettendo in discussione anche il coinvolgimento diretto del governo nel settore attraverso Holland Casino e la Nederlandse Loterij, chiedendo l’abolizione della lotteria nazionale olandese.
Il Segretario di Stato ha respinto tutte le argomentazioni di van Djik. Ha sostenuto che attualmente ci sono 500.000 cittadini olandesi che giocano d’azzardo online ogni mese e che ritirare l’offerta legale dal mercato non fermerebbe la domanda, ma la sposterebbe semplicemente verso siti web non regolamentati. Insomma, la solita storia.
Un argomento simile è stato sollevato a favore di un divieto totale della pubblicità, dato che l’offerta autorizzata deve essere riconoscibile per i giocatori olandesi. Quanto all’abolizione della Lotteria Nazionale, van Bruggen ha respinto categoricamente l’idea, affermando che presenta un profilo di rischio molto inferiore rispetto ad altri tipi di gioco d’azzardo, e ha chiesto che il dibattito si concentri sul gioco d’azzardo online.
Approccio equilibrato, la scelta della maggioranza
Una delle dichiarazioni più interessanti è arrivata da Joost Sneller , deputato del collegio D66 , uno dei tre partiti di governo. Sneller ha riconosciuto che la nuova regolamentazione del mercato del gioco d’azzardo online ha causato alcuni danni e ha auspicato un’autoriflessione politica.
Sneller ha sostenuto che un’eccessiva regolamentazione spingerà inevitabilmente gli operatori verso il mercato illegale e ha sollecitato una risposta normativa equilibrata.
Op de Woerd ha concluso: “Esiste una differenza di opinione fondamentale sull’annullamento della legalizzazione, ma ha riscontrato molti punti in comune su argomenti quali siti web illegali, supervisione, pubblicità, obbligo di diligenza e poteri della Ksa. La direzione che prenderanno le future politiche sul gioco d’azzardo si sta delineando con sempre maggiore chiarezza: maggiore vigilanza, meno spazio per la pubblicità online, tutela finanziaria centralizzata e molta più attenzione al mercato illegale.”
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