Nuovo Accordo tra la Direzione Generale per l’Ippica del Masaf e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia: al centro ricerca, genetica, banche dati, salute e strumenti innovativi per sostenere la selezione e la competitività del Sella Italiano.
Il miglioramento genetico dell’allevamento del cavallo italiano è stato al centro dell’incontro svoltosi al Masaf, che ha segnato l’avvio formale del nuovo accordo tra la Direzione Generale per l’Ippica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, attraverso il Centro di Ricerca sul Cavallo Sportivo (CRCS).
Protagonisti ovviamente il direttore generale per l’Ippica, dott. Remo Chiodi, il dirigente dell’Ufficio DIPP III, dott. Germano Di Corinto, il prof. Marco Pepe, direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria e del CRCS, e il dott. Andrea Giontella del Centro di Ricerca sul Cavallo Sportivo.
Il deal consolida una collaborazione scientifica pluridecennale e rilancia un obiettivo preciso: trasformare ricerca, dati e innovazione in strumenti concreti di selezione, a sostegno degli allevatori e del valore genetico, sanitario, sportivo ed economico del Sella Italiano. Un percorso che affonda le proprie radici nell’attività condotta dal CRCS sul patrimonio equino nazionale fin dal 1992 e che ha permesso di costruire, insieme al Ministero, una solida infrastruttura tecnico-scientifica.
Pur nascendo nel solco di un precedente accordo dedicato al Sella Italiano, con particolare riferimento alla selezione per il salto ostacoli e gli sport equestri, la nuova intesa tra Masaf e Università di Perugia assume una prospettiva più ampia, rivolta al programma di selezione, al miglioramento genetico e all’attività scientifica sul cavallo italiano nel suo complesso. In questo quadro si apre anche la possibilità di sviluppare studi e linee di ricerca dedicate al trottatore italiano e al purosangue inglese, con l’obiettivo di mettere a disposizione dell’intero comparto allevatoriale strumenti, dati e conoscenze scientifiche utili a sostenere selezione, competitività e qualità delle produzioni nazionali.
Tre gli assi principali dell’Accordo: il consolidamento delle banche dati genealogiche e delle performance sportive, indispensabili per la valutazione genetica; l’implementazione della banca genomica, con la conservazione del DNA dei riproduttori; la valutazione sanitaria, per integrare prestazione, solidità, salute e benessere animale.
Particolare rilievo assume la “patente genetica” dei riproduttori, destinata a fornire agli allevatori informazioni sulle principali malattie ereditarie e sui loci di interesse genetico. Uno strumento pensato per rendere più oggettive le scelte dei riproduttori e la programmazione degli accoppiamenti, portando la genetica dalla dimensione della conoscenza a quella della selezione operativa.
Uno degli elementi centrali dell’Accordo è proprio la capacità di collegare passato e futuro della selezione. Conservare serie genealogiche, fenotipiche e sportive significa evitare la dispersione di decenni di informazioni e, allo stesso tempo, costruire la base scientifica per nuovi sviluppi genetici e genomici. Il dato storico diventa così conoscenza predittiva e strumento per la selezione di domani.
La prospettiva va oltre il laboratorio. Una maggiore disponibilità di informazioni può tradursi in scelte selettive più accurate, maggiore tutela sanitaria, allevamento più efficiente e maggiore competitività sportiva ed economica. L’obiettivo è rafforzare l’identità del Sella Italiano e la sua capacità di confrontarsi con i sistemi allevatoriali e sportivi più avanzati a livello internazionale.
“Crediamo che questa occasione abbia ulteriormente rafforzato una sinergia già consolidata e una volontà condivisa: lavorare concretamente al futuro del cavallo sportivo italiano, nel solco dell’indirizzo che il Ministero sta imprimendo al settore. Un percorso al quale il CRCS intende continuare a contribuire mettendo a disposizione competenze scientifiche, tecniche e capacità di ricerca”, ha dichiarato il professor Marco Pepe, direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria e del Crcs.
Un percorso che unisce ricerca, selezione, allevamento, sport e valore economico, riconoscendo al cavallo sportivo un ruolo centrale in un comparto capace di generare conoscenza, professionalità e sviluppo del territorio, oltre a rappresentare una componente della tradizione e dell’identità italiana.
Nella stessa visione si inserisce la giornata “Il Cavallo Italiano. Ricerca, Innovazione e Valore per la Nazione”, organizzata dal Crcs con il supporto del Masaf per mercoledì 16 settembre, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia.
Università, Ministero, istituzioni, mondo della ricerca e associazioni allevatoriali saranno chiamati a mettere a sistema competenze e prospettive per costruire una strategia condivisa di rilancio del settore, riconoscendo nel cavallo italiano un patrimonio non soltanto economico e sportivo, ma anche scientifico, culturale e identitario per il Paese.







