L’Aula del Senato approva definitivamente il disegno di conversione in legge del decreto Carburanti: ecco le disposizioni in materia di gioco.
“Mercoledì 23 settembre l’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del d-l n. 133 in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva Spa in amministrazione straordinaria (A.S. 2036), incardinato martedì 22, con la relazione del sen. Melchiorre, su mandato conferitogli dalla 6a Commissione il giorno stesso.”
Questa la comunicazione ufficiale con cui il Senato dà conto del via libera finale al cosiddetto decreto Carburanti e alle disposizioni in materia di gioco contenute all’articolo 2-ter, introdotto alla Camera.
Le ricordiamo ancora una volta: lL’articolo 2-ter, inserito dalla Camera dei deputati, conferma quanto stabilito con l’articolo 3, commi da 3 a 7, del decreto-legge n. 153 del 2026. Nello specifico, stabilisce che si qualificano, in ogni caso, ai fini fiscali (Ires), come spese di rappresentanza (anziché di pubblicità) i seguenti investimenti sostenuti dai concessionari di giochi pubblici per conto dello Stato: investimento annuale dello 0,2% dei ricavi netti in campagne informative ovvero in iniziative di comunicazione responsabile; campagne di promozione, comunicazione e diffusione di messaggi coerenti con l’esigenza di promuovere la prevenzione e il contrasto del gioco patologico. Si stabilisce che non sono deducibili, ai fini dell’imposta sui redditi (Ires) e dell’Irap, le spese che remunerano una sponsorizzazione di giochi e scommesse vietata. Tali disposizioni si applicano alle spese sostenute a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025″.






