Manovra 2027, Pedrizzi: ‘Calo Awp critico per la filiera e per le casse dello Stato’

Riccardo Pedrizzi, ex presidente della Commissione Finanze e Tesoro, interviene sull’eventuale aumento del Preu sugli apparecchi Awp e Vlt analizzandone le criticità.

“Con le notizie che stanno circolando circa la prossima legge di bilancio ed in particolare sull’eventuale aumento del Preu, cioè del prelievo erariale unico sugli apparecchi Awp e Vlt dell’ordine dell’Uno per cento, sicuramente sta prevalendo lo sconforto se non addirittura la disperazione.” A evidenziarlo è Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro, in un’intervista pubblicata sul quotidiano “La Discussione”.

Ricordiamo dunque che il Consiglio dei ministri ha appena approvato il disegno di legge di Bilancio per il prossimo anno dove è attesto un contributo dai giochi di 700 milioni di euro. Pedrizzi nel suo intervento torna sulla riforma del gioco pubblico che si era “limitata al varo delle regole per il gioco online. Eppure il Mef, sulla bozza del decreto di riforma del gioco fisico, predisposto sostanzialmente da Adm con equilibrio e condivisione da buona parte del settore e degli esperti, il cui testo era stato presentato al Consiglio dei Ministri, aveva ottenuto l’accordo della Conferenza unificata tra Stato ed enti locali.

“L’unica possibilità che ora resta al Governo sarà quella di concedere l’ennesima proroga delle concessioni per il Bingo, le scommesse e le slot, sapendo sin d’ora che, senza una definizione su distanze dei punti giochi, su orari di apertura e su tutela dei giocatori si prospetta alto il rischio di lunghi contenziosi con gli enti territoriali a tutto vantaggio del gioco illegale e della criminalità organizzata. Chiediamoci a questo punto come si è arrivati a questo stallo.”

GIOCO FISICO: LA POSIZIONE DEL SENATORE GARAVAGLIA E DI MARIO LOLLOBRIGIDA (ADM)

Nel suo intervento Pedrizzi riporta anche alcuni interventi molto importanti. Il primo è la posizione espressa dal senatore Massimo Garavaglia nel corso del Convegno “Ludopatia: la responsabilità algoritmica e il ruolo dei media” dove ha evidenziato che le “classiche macchinette nei locali sono oggi le più controllate, grazie alla presenza fisica e a un reale controllo sociale sul territorio. Sulle piattaforme online, invece, la sfida è diversa: ed è qui che i media diventano decisivi nel far conoscere quali operatori progettano i propri strumenti in modo responsabile”.

In secondo luogo vengono riportate le dichiarazioni del direttore dei giochi dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Mario Lollobrigida nel recente convegno organizzato da Acadi dove di parlava di “Un aumento del payout degli apparecchi da gioco, accompagnato da una riduzione del Prelievo erariale unico”. Secondo Lollobrigida, peraltro, si tratta di una “proposta già avanzata anche da concessionari e tecnici e che sarebbe sostenibile dal punto di vista erariale in quanto, almeno nel medio periodo, non dovrebbe tradursi in una diminuzione della raccolta”.

LA PROPOSTA DI PEDRIZZI: AUMENTO PAYOUT 5% E CONTESTUALE RIDUZIONE DEL PREU

Nella parte finale Pedrizzi rileva in particolare che il prodotto Awp “sta registrando un andamento in deciso e costante calo. Tale criticità rappresenta una criticità non solo per la filiera, ma soprattutto per le casse dello Stato, in considerazione del rilevante e storico apporto che questo specifico prodotto garantisce al gettito erariale e per invertire il declino si ritiene indispensabile e urgente introdurre alcune modifiche normative ai parametri delle attuali Awp”.

“La misura proposta potrebbe articolarsi in due leve fondamentali: un aumento del 5% del payout (percentuale di restituzione in vincite al giocatore), per rendere il prodotto nuovamente attrattivo; una contestuale riduzione del Preu (Prelievo Erariale Unico), per garantire la sostenibilità economica dell’operazione per la filiera”.

L’ex presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato puntualizza “che la rivitalizzazione del prodotto Awp non è finalizzata, né porterebbe, a un aumento dei volumi di giocata complessivi da parte della clientela. L’adeguamento del payout mira unicamente a un recupero di competitività delle macchine fisiche rispetto ad altri prodotti di gioco che oggi cannibalizzano il mercato. Non vi è, pertanto, alcun effetto incentivante sul fenomeno della ludopatia: si assisterebbe semplicemente a uno spostamento fisiologico e interno di una domanda di gioco già esistente”.

Per questo “arginare il calo delle Awp e favorirne il rilancio competitivo si traduce in una misura di salvaguardia fiscale. La rivitalizzazione del comparto andrebbe primariamente, e in modo diretto, nell’esclusivo interesse delle casse erariali. Questo tipo di risoluzione ha un precedente che potrebbe essere replicato senza creare grandi problemi nemmeno dal punto di vista delle coperture finanziarie. Infatti l’articolo 1, comma 650, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la cosiddetta Legge di stabilità 2015) risolse un problema analogo”.

Il richiamo è al SuperEnalotto che “stava subendo un drastico e costante calo nella raccolta delle giocate, perdendo attrattiva a favore di altre tipologie di azzardo (come slot machine e Gratta e Vinci) che offrivano un ritorno in vincite molto più alto”. In sintesi in quel periodo per contrastare il forte calo di raccolta e gettito, il comma 650 conferì conferì al Mef il potere straordinario di modificare “i regolamenti dei giochi, intervenendo sul prelievo fiscale, sul costo della giocata e sulla percentuale di restituzione in vincita (il payout)”. Sulla base di ciò, il Mef successivamente varò il Decreto Ministeriale del 18 settembre 2015 che riformò il SuperEnalotto aumentando il payout al 60%, accelerando la crescita del Jackpot e introducendo nuove categorie di vincita, tra cui i premi immediati e per il 2.