SiGMA World 2026, Diodato (Hbg Online): ‘I prediction market sono una grossa opportunità per il gioco online’

Un anno dopo il riordino dell’online il managing director di Hbg Online promuove il nuovo regime ma critica le due velocità.

Meno operatori, più investimenti e un mercato che ha finalmente un punto di partenza stabile. Il bilancio del primo anno del nuovo regime concessorio del gioco online, secondo Davide Diodato, è positivo. Restano però due nodi: il riordino del gioco fisico ancora incompiuto e una concorrenza che si muove anche fuori dal perimetro delle concessioni italiane.

Il managing director di Hbg Online ne ha parlato oggi a SiGMA World 2026, alla Fiera di Roma, durante il panel “Il nuovo regime del gioco online in Italia: un anno dopo”. “In poco tempo siamo passati da un mondo a un altro, da 300 siti web e 90 licenze a 46 licenze”, ha ricordato. Un passaggio gestito “abbastanza bene”, a suo giudizio, grazie al lavoro congiunto di legislatore, regolatori e operatori. Il risultato più importante sarebbe la possibilità per le aziende di tornare a investire con fiducia in un settore rilevante per il Paese, non solo sul fronte tecnologico ma sul mercato stesso, cercando soluzioni capaci di creare valore per i clienti.

Dopo dieci anni di regime transitorio, ha osservato Diodato, gli operatori possono concentrarsi su ciò che conta di più: “Ascoltare i nostri clienti, cercando di risolvere i loro problemi”. L’altra faccia della medaglia è il riordino rimasto a metà. Con una nuova proroga di tre anni che appare probabile per il gioco fisico, chi lavora su entrambi i canali e mette il cliente al centro si troverebbe a fare i conti con due velocità diverse. “È l’aspetto meno positivo, anche per l’online”.

Il secondo tema riguarda ciò che accade fuori dal sistema concessorio. “Il mercato si muove, i competitor sono vivi e non vivono solo dentro il regime concessorio italiano”, ha spiegato Diodato, secondo cui chiudere le porte non basta a fermare la domanda. Le nuove realtà emergenti vengono guardate con preoccupazione, ma soprattutto come un’occasione. L’esempio citato è quello dei prediction market, che nell’ultimo anno “hanno polarizzato l’attenzione e probabilmente hanno permesso al mercato di ampliare un po’ la visione”.

Una spinta utile, nella lettura del manager, per un settore che rischiava di parlare sempre agli stessi interlocutori. “Eravamo un po’ troppo chiusi in noi stessi, a parlare ai giocatori che erano già dentro il circuito. Questi nuovi competitor e questi nuovi mercati ci permettono di ampliare la nostra visione. Secondo me è una grossa opportunità”.