Il Presidente del Cda dell’Autorità olandese per il gioco d’azzardo (Kansspelautoriteit), Michel Groothuizen ha fatto il punto sul dibattito della commissione parlamentare sul settore.
Abbiamo già parlato del dibattito annuale della commissione parlamentare sul gioco d’azzardo che ha coinvolto l’Autorità olandese per il gioco d’azzardo, la Kansspelautoriteit. A commentare i temi emersi nella discussione in questione è stato il presidente del Consiglio d’amministrazione della Ksa, Michel Groothuizen.
Durante la fase preparatoria sono stati esaminati svariati quesiti e scenari, eppure è sempre difficile prevedere con esattezza quale piega prenderà la discussione: “È stato un dibattito che ha visto la presenza di molti volti nuovi: il Sottosegretario Claudia van Bruggen in persona ma anche diversi esordienti tra i portavoce incaricati di seguire questo dossier. Una situazione che suscita curiosità. Il Sottosegretario mi ha indubbiamente colpito: ha dimostrato grande coinvolgimento sulle questioni trattate, ottima preparazione e una costante sintonia con gli interlocutori parlamentari.
Con i veterani e i volti noti, di solito riesco a intuire i punti salienti delle loro argomentazioni, ma l’interazione durante un dibattito del genere può riservare risvolti imprevisti. Se mi avessero chiesto in anticipo quale sarebbe stato il fulcro del dibattito, avrei scommesso su temi quali il rafforzamento della tutela dei giocatori, la limitazione del numero di titolari di licenza e l’ampliamento o la rapida attuazione del divieto di pubblicità. E avrei certamente vinto la scommessa, dato che tutti questi argomenti sono stati effettivamente affrontati”, il che non è scontato quando si parla di gioco pubblico anche nel nostro paese.
Età minima 21 anni e gioco illegale
Molte delle preoccupazioni del presidente Goothuizen sono state ampiamente condivise: “Ho notato, tuttavia, che diversi parlamentari si mostrano più entusiasti di me all’idea di innalzare l’età minima a 21 anni e nutrono aspettative più elevate riguardo alla limitazione del numero di titolari di licenza. Ciononostante, nel complesso, si è trattato di un dibattito costruttivo che ha fatto emergere spunti interessanti”.
Il numero uno Ksa rilancia il dibattito sul portale di accesso centralizzato per gli operatori legali: “È solo una delle idee che merita di essere approfondita. Ma i siti di tali operatori sarebbero accessibili esclusivamente tramite quel portale d’ingresso unico? Mi ha fatto davvero piacere constatare che la lotta agli operatori di gioco illegale — e le sfide che noi, in qualità di autorità di regolamentazione, dobbiamo affrontare a tal proposito — abbiano ricevuto un’attenzione significativa (e unanime) durante il dibattito. Sono state avanzate richieste per l’adozione di un meccanismo di blocco dei siti web illegali: una misura che sostengo da tempo come necessaria per rendere davvero efficace la nostra gamma di strumenti. È incoraggiante vedere come questa posizione stia guadagnando terreno in ambito politico”.
Il Sottosegretario ha inoltre manifestato la volontà di valutare la possibilità di ricorrere a identità fittizie per contrastare il gioco illegale: “Prospettive promettenti – prosegue Goothuizen – tuttavia, ho avuto l’impressione che quasi tutti i portavoce abbiano trascurato un aspetto cruciale: la nostra portata e il nostro impatto a livello internazionale. Il gioco d’azzardo illegale è, in definitiva, un problema di portata e complessità senza precedenti. Per ogni euro speso dai cittadini olandesi nel gioco d’azzardo, la metà finisce nel mercato illegale. Analizzando il settore, si nota che il fatturato del mercato globale del gioco illegale supera il PIL di qualsiasi paese, fatta eccezione per Stati Uniti e Cina. Spesso l’opinione pubblica percepisce queste realtà come aziende estere corrette che, grazie alla libertà offerta da Internet, attirano occasionalmente qualche giocatore olandese. Dobbiamo superare questa percezione”.
Perdita di gettito non è l’unica priorità
“Il fatto che gli operatori illegali non paghino tasse nel nostro Paese comporta una perdita di oltre mezzo miliardo di euro – prosegue il numero uno Ksa – a mio avviso, questo non è nemmeno il problema principale. L’aspetto più grave è che tali soggetti non solo ignorano le leggi e i regolamenti nazionali, ma non si assumono alcuna responsabilità nei confronti dei propri giocatori. Di recente abbiamo segnalato un sito web che, camuffandosi da “113.nl” (il servizio olandese di prevenzione del suicidio), pubblicizzava il gioco d’azzardo. La maggior parte degli operatori illegali punta attivamente a individui che hanno già problemi di gioco e che si sono iscritti al Cruks, il registro di autoesclusione. Il loro messaggio? Aggira il divieto di gioco e continua a giocare con noi”.
Le normative sul gioco d’azzardo variano da paese a paese: “All’interno dell’UE, il gioco online può essere legale in uno Stato membro e illegale in un altro. Eppure, il gioco illegale persiste ovunque, indipendentemente dalla severità delle regole nazionali, e la sua diffusione è in costante crescita. Nel frattempo, in qualità di autorità di regolamentazione, cerchiamo tutti di contrastare questo fenomeno. Infliggiamo sanzioni che ammontano a decine di milioni di euro, cifre che rappresentano tuttavia solo una frazione delle imposte che tali operatori avrebbero versato sui profitti se avessero agito legalmente. Inoltre, colpiamo entità che cambiano veste giuridica ancora più velocemente di quanto non nascano. E anche quando riusciamo a individuarle e localizzarle, spesso scopriamo che hanno sede alle Comore o in altre località fuori dalla portata della legge. Di conseguenza, le multe vengono raramente pagate”, ha proseguito Goothuizen.
L’autorità di regolamentazione olandese si concentra quindi sul rendere questi siti meno visibili e difficili da trovare, “nonché sull’introduzione di barriere per bloccare i pagamenti a loro destinati. In tal modo, puntiamo a minare l’infrastruttura su cui si basano le loro attività. Si tratta di una sfida notevole, dato che operano principalmente attraverso i social media. Stiamo collaborando con le principali aziende tecnologiche……sulla loro responsabilità di non mettere le proprie piattaforme online e i motori di ricerca al servizio di questo tipo di criminalità su larga scala. Siamo inoltre in contatto con il settore finanziario. Se non è possibile scommettere denaro o incassare le vincite, il divertimento del gioco d’azzardo svanisce rapidamente”.
Una sfida impari
Secondo il presidente Ksa i Paesi Bassi sono troppo piccoli per affrontare da soli colossi tecnologici e finanziari di portata globale: “Eppure, ho sentito sollevare questa questione ben di rado in Parlamento. È indispensabile il coinvolgimento dell’Europa per indurre tali realtà a collaborare con noi nella lotta al gioco d’azzardo illegale. A mio avviso, è ingenuo continuare a pensare che un mercato nazionale legale ben regolamentato e un’autorità di controllo nazionale siano sufficienti a risolvere il problema. Stiamo combattendo contro una rete globale di organizzazioni criminali spietate impiegando agenti di polizia di quartiere, quando in realtà dovremmo schierare un’agenzia investigativa internazionale”.
Tuttavia le azioni concrete restano limitate: “La necessità di un peso politico a livello internazionale è stata appena sfiorata durante il dibattito – è andato verso le conclusioni il presidente Goothuizen – la scarsa attenzione del Parlamento su questo tema lascia presumere che anche il Ministero affronterà la normativa europea in modo frammentario, soffocato dalle numerose altre priorità fissate dal Parlamento stesso. Ritengo che ciò sia deplorevole, dato che gli operatori illegali agiscono da tempo oltre i confini nazionali. Il loro intero ecosistema è internazionale, dai flussi finanziari alla pubblicità sui social media. Per incidere realmente è necessario agire con forza a livello europeo. Questa consapevolezza non sembra ancora essere ampiamente condivisa alla Camera dei Rappresentanti”.
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