Fiamma tricolore al prefetto di Como: ‘Concordato dopo revoca fallimento Casinò Campione, fare chiarezza’

La Fiamma tricolore scrive al prefetto di Como sollevando interrogativi sulla scelta di ricorrere al concordato una volta revocato il fallimento del Casinò Campione d’Italia.

 

Una pagina che si sta per chiudere, e aperta certamente anni fa. In una lettera al Viminale e al prefetto di Como Corrado Conforti Galli, la Fiamma tricolore lariana riaccende i riflettori sulle “conseguenze sociali, occupazionali ed economico-territoriali del concordato del Casinò di Campione d’Italia“.

Nella missiva, il partito comasco, per voce del segretario organizzativo Carlo Russo, ricorda che “l’intera vicenda che ha portato prima alla dichiarazione di fallimento della Casa da gioco di Campione d’Italia nel 2018 e, successivamente, all’apertura della procedura concordataria, ha attraversato snodi giudiziari di fondamentale importanza. In particolare, la sentenza della Corte d’Appello di Milano — confermata in sede di legittimità — ha annullato per vizi procedurali l’originaria dichiarazione di fallimento pronunciata dal Tribunale di Como”.

​Sotto il profilo “meramente politico ed etico-sociale, la caduta del presupposto della sentenza di fallimento avrebbe dovuto condurre, a giudizio della scrivente forza politica, a un’immediata ridiscussione e al ripristino delle garanzie occupazionali e della continuità operativa per la totalità dei lavoratori coinvolti, dei quali è stata ingiustamente sacrificata la stabilità lavorativa”.
​Al contrario, “la prosecuzione della vertenza attraverso il ricorso al concordato preventivo ha comportato pesantissime ricadute sociali, tra cui il mancato reintegro di una quota consistente di personale e l’imposizione di ingenti sacrifici economici e professionali a carico della comunità locale e dei dipendenti”.

Il partito chiede dunque di sapere “chi ha guidato, sul piano delle valutazioni di opportunità e di gestione della crisi, i passaggi che hanno condotto all’adozione del piano concordatario a scapito del pieno e totale riassorbimento del personale, all’indomani dell’annullamento della sentenza di fallimento” e “quali iniziative e strumenti di monitoraggio intendono adottare il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Como per verificare la sostenibilità sociale del piano di rilancio del Casinò, garantendo che siano salvaguardati i diritti di tutti i lavoratori estromessi o penalizzati dalle passate scelte procedurali”.