France Galop rinvia il piano di riorganizzazione degli ippodromi francesi

L’associazione rinvia il piano di riorganizzazione degli ippodromi francesi, posticipando il voto al 25 settembre.

 

France Galop, l’associazione che gestisce, organizza e regolamenta il settore delle corse di cavalli al galoppo in Francia, ha rinviato il voto al piano di riorganizzazione degli ippodromi francesi, posticipando la riunione del consiglio di amministrazione al 25 settembre per avviare una seconda fase per sintetizzare i pareri raccolti e strutturare un piano che consenta al settore ippico locale di ritrovare un equilibrio duraturo, valutando appieno le conseguenze umane, sportive e territoriali di ogni decisione.

A darne notizia Guillaume de Saint-Seine, presidente di France Galop: “Negli ultimi giorni ho intensificato i contatti con gli operatori del settore ippico in tutte le regioni della Francia. Ho ascoltato la loro richiesta di avere più tempo per confrontarsi su un tema di tale importanza. Ho quindi deciso di ampliare la consultazione e il calendario inizialmente proposti dalla Task Force. Concretamente, ciò significa che: le interlocuzioni con i volontari delle società interessate proseguiranno per tutto il mese di settembre; gli organi preposti, i Consigli del galoppo in piano e a ostacoli e la Commissione delle regioni, saranno consultati e formuleranno le loro proposte il 17 e il 21 settembre 2026; il Comitato di France Galop si riunirà una prima volta il 24 settembre 2026 per chiudere questa prima fase di raccolta delle informazioni”.

La seconda fase permetterà di: finalizzare il confronto con i volontari delle società interessate; riunire il Comitato un’ultima volta sul tema, affinché si possano discutere le valutazioni finali; convocare il consiglio di amministrazione per la votazione della riforma. “Desidero anche ribadire perché abbiamo avviato questo lavoro con senso di responsabilità – aggiunge il presidente -. Il calo delle risorse provenienti dal Pmu ci impone di rivedere profondamente la nostra organizzazione. Dobbiamo ritrovare un reale equilibrio, continuare a finanziare i premi di corsa e preservare le corse Premium, che generano le risorse di cui l’intera filiera ha bisogno. Sono pienamente consapevole del fatto che questo progetto non possa essere puramente contabile. Dietro ogni ippodromo ci sono una storia, dei volontari, dei posti di lavoro, dei professionisti e talvolta un’intera vita locale che ruota attorno alle corse. Alcune decisioni saranno difficili e alcuni impianti sono oggi concretamente minacciati. È precisamente per questa ragione che dobbiamo prenderci del tempo in più: prima di chiedere sacrifici irreversibili, dobbiamo essere certi di aver esaminato tutte le soluzioni possibili e di aver salvato tutto ciò che può essere salvato”.