Secondo rumours il colosso dei prediction markets, Polymarket, avrebbe avviato un’azione di lobbying per cambiare la classificazione del prodotto da gambling a servizi finanziari.
L’obiettivo è quello di far passare i prediction market come servizi finanziari e non classificarli come gioco d’azzardo. Secondo un contenuto prodotto da Financial Times, Polymarket avrebbe intrapreso un’azione di lobbying nel Regno Unito e in diversi paesi europei per cercare di tornare a offrire i suoi servizi, finora oscurati in molte nazioni. Del blocco dell’Italia avevamo parlato, così pure come quello della Francia e, a seguire, dei Paesi Bassi, solo per citarne alcuni.
Obiettivo ribaltare l’impostazione dei regolatori
Il colosso dei prediction markets, uno dei due maggiori operatori al mondo insieme al principale rivale Kalshi, vuole ribaltare la classificazione delle principali autorità di regolamentazione come una forma di gambling. Polymarket sta cercando di cambiare questa impostazione, nella speranza di convincere i regolatori europei ad adottare lo stesso approccio della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense.
Secondo il FT, Polymarket avrebbe incontrato le autorità di regolamentazione a Londra, probabilmente la Financial Conduct Authority (FCA), e a Bruxelles, dove avrebbe avuto interlocuzioni con la Commissione europea e la European Securities and Markets Authority (ESMA), oltre che con altri regolatori nazionali dell’Unione europea (UE). Non si hanno notizie precise di eventuali incontri con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli al momento.
Economie da non trascurare per l’Europa
Negli Stati Uniti, secondo Forbes, il trading sui prediction markets ha raggiunto circa 24 miliardi di dollari (18 miliardi di sterline) al mese. Si tratta di ricavi tassabili che potrebbero rivelarsi vantaggiosi per il governo britannico, per l’UE e per i governi dei singoli Stati membri, qualora le aziende riuscissero a individuare un percorso regolamentare per operare anche da questa parte dell’Atlantico.
Secondo il FT, ESMA, l’autorità dell’UE per i mercati finanziari, incontra Polymarket da giugno. Il regolatore sembra avere posizioni articolate sulla questione, avendo dichiarato a luglio che “gli event contracts riguardano un’ampia varietà di eventi”, alcuni dei quali possono essere classificati come strumenti finanziari o derivati, mentre altri non possono esserlo.
Nel complesso, non va sottovalutato quanto sia forte lo scetticismo nei confronti dei prediction markets in Europa. La stessa ESMA ha precedentemente affermato che intorno ai prediction markets esiste una “serie di problematiche relative alla tutela degli investitori e all’integrità dei mercati”, tra cui possibili casi di insider trading.
La sensazione è che prima o poi una posizione i regolatori la prenderanno per risolvere un “problema/opportunità” per il mercato.
Foto X







