Emmanuele Cangianelli, presidente Egp-Fipe: ‘Regole certe significano maggiore tracciabilità: positivo uno strumento che consenta di identificare con chiarezza gli operatori della rete legale’
Si è conclusa questa mattina al Consiglio di Stato la discussione dei 20 ricorsi relativi alla disciplina dei Punti Vendita Ricariche (PVR), nell’ambito di un contenzioso che riguarda l’applicazione delle nuove regole previste per la rete collegata al gioco a distanza e che si protrae da tempo. Ora si attende la decisione del Consiglio di Stato.
Nel corso dell’udienza il confronto si è concentrato, tra gli altri aspetti, sulla legittimità della disciplina e sul limite settimanale di 100 euro per le ricariche in contanti. Il Presidente della Sesta Sezione ha chiesto chiarimenti anche sul profilo di costituzionalità relativo all’eventuale eccesso di delega. L’Avvocatura dello Stato, richiamando i dati Adm relativi ai primi mesi del 2026, ha sostenuto che il limite alle ricariche non avrebbe prodotto effetti sulla raccolta e sulla dimensione del mercato e ha sottolineato come i Pvr siano stati riconosciuti e valorizzati nel nuovo quadro normativo. I legali degli operatori hanno invece ribadito la necessità di un chiarimento definitivo sulla legittimità e sulla proporzionalità delle disposizioni.
Il confronto assume particolare rilievo anche alla luce del nuovo assetto concessorio. Le nuove convenzioni richiamano infatti la disciplina Adm sui Pvr e prevedono che i concessionari possano stipulare contratti per l’attività di ricarica con punti vendita iscritti all’Albo. Le regole oggetto del contenzioso continuano quindi a incidere sull’organizzazione della rete anche dopo il passaggio dalle vecchie concessioni in proroga alle nuove aggiudicazioni.
In un quadro che attende ancora una definizione, Egp-Fipe richiama l’importanza di arrivare a condizioni certe per l’applicazione della disciplina dei Punti Vendita Ricariche e valuta positivamente il principio alla base dell’istituzione di un Albo dedicato agli operatori.
“L’istituzione di un Albo dei Punti Vendita Ricariche, se non l’ancora migliore albo unico di vigilanza per tutti gli operatori delle filiere concessorie, va nella direzione che auspichiamo. Una maggiore regolamentazione della rete significa maggiore tracciabilità e consente di identificare con chiarezza i soggetti che operano all’interno del circuito legale”, dichiara Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe.
L’Albo dei PVR – migliaia di esercizi commerciali incaricati di vendere ricariche online – è previsto dal decreto legislativo n. 41 del 2024 nell’ambito del riordino del gioco pubblico a distanza ed è stato successivamente istituito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La sua applicazione è da tempo al centro di un contenzioso che ha interessato prima il Tar Lazio e successivamente il Consiglio di Stato, chiamato nuovamente a esaminare la materia.
“Al di là delle questioni oggetto del contenzioso, riteniamo essenziale arrivare a un quadro chiaro e stabile. L’obiettivo deve essere quello di avere una rete regolamentata, trasparente e pienamente riconoscibile, nella quale sia possibile sapere chi opera, sulla base di quali requisiti e per conto di quali concessionari”, prosegue Cangianelli.
Per Egp-Fipe, una maggiore regolamentazione della rete fisica collegata al gioco a distanza rappresenta uno degli strumenti essenziali per rafforzare la trasparenza e la tracciabilità delle attività omnichannel e rendere più chiaramente identificabile il perimetro dell’offerta autorizzata e controllata.







