Antiriciclaggio, Adm: nuovi poteri sui vertici dei concessionari e sanzioni più severe con riforma Ue

Al Forum Antiriciclaggio di Milano, Adm illustra l’impatto del nuovo quadro normativo europeo sul settore del gioco: controlli rafforzati, verifiche sui requisiti degli esponenti aziendali, maggiore trasparenza dei flussi finanziari e provvedimenti che potranno incidere sulla permanenza degli operatori nel mercato.

Milano – Non soltanto controlli più stringenti sulle transazioni finanziarie, ma anche nuovi poteri di intervento sugli assetti di governance delle società concessionarie, maggiore trasparenza delle strutture proprietarie e un sistema sanzionatorio destinato a incidere direttamente sull’attività degli operatori. Il nuovo quadro europeo antiriciclaggio si prepara a modificare profondamente il sistema di vigilanza sul gioco pubblico, attribuendo all’Agenzia delle dogane e monopoli strumenti di supervisione più incisivi rispetto al passato.

È quanto emerso dall’intervento di Stella Degano di AdM al Forum Antiriciclaggio di Milano, nel corso del quale sono state illustrate le principali conseguenze dell’attuazione del pacchetto europeo AML per l’industria del gaming.

Un cambiamento che, secondo l’Agenzia, assume una portata particolarmente significativa per un settore tradizionalmente considerato esposto al rischio di riciclaggio, anche in ragione della frammentazione delle operazioni, delle possibilità di occultamento dell’identità dei soggetti coinvolti e del ricorso a operazioni di gioco simulate.

La novità principale riguarda l’introduzione di un quadro regolatorio europeo armonizzato, destinato a superare almeno parte delle differenze tra i sistemi nazionali e a rafforzare il coordinamento delle autorità di vigilanza.

ADM POTRA’ VALUTARE I REQUISITI DEGLI ESPONENTI AZIENDALI

Tra gli aspetti più rilevanti per gli operatori italiani figura l’ampliamento dei poteri di supervisione dell’Adm, con particolare riferimento alla governance delle società concessionarie. Il nuovo impianto normativo prevede infatti un rafforzamento dei controlli sui requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti che ricoprono ruoli di responsabilità negli organismi societari. L’Agenzia acquisirà così poteri di valutazione sugli esponenti aziendali e sui componenti degli organi di governance dei concessionari, secondo un’impostazione che avvicina, sotto il profilo della vigilanza antiriciclaggio, il settore del gioco a quello finanziario.

Si tratta di un’evoluzione particolarmente significativa, perché amplia il perimetro dell’intervento dell’autorità oltre il controllo delle operazioni e delle procedure aziendali, fino a comprendere le caratteristiche dei soggetti chiamati a dirigere le imprese.

La rappresentante dell’Adm ha riconosciuto che tali prerogative comporteranno una maggiore capacità di ingerenza dell’autorità nella vita delle società, ritenendola tuttavia giustificata dall’esigenza di assicurare che la gestione delle attività di gioco sia affidata a soggetti in possesso di adeguati requisiti.

TRASPARENZA PROPRIETARIA E CONTROLLO DEI GRUPPI INTERNAZIONALI

Un secondo elemento centrale della riforma riguarda la trasparenza degli assetti societari e l’identificazione dei titolari effettivi. Il nuovo quadro normativo punta a rafforzare la disponibilità delle informazioni relative alle persone fisiche che esercitano il controllo effettivo delle imprese, anche attraverso strutture proprietarie complesse. Una questione particolarmente rilevante per il mercato del gaming, caratterizzato dalla presenza di gruppi multinazionali, partecipazioni incrociate e articolazioni societarie distribuite in differenti giurisdizioni.

L’obiettivo, spiega Degano, è consentire alle autorità di ricostruire con maggiore efficacia le catene di controllo, individuando i soggetti ai quali fanno capo le decisioni fondamentali delle società concessionarie. La prospettiva è quella di una vigilanza capace di superare i confini nazionali e di ricostruire gli assetti proprietari anche quando questi si sviluppano attraverso più livelli societari.

Parallelamente, il nuovo sistema prevede un ampliamento delle informazioni finanziarie accessibili alle autorità di supervisione, con l’obiettivo di rendere più agevole la ricostruzione dei flussi economici e l’individuazione di eventuali operazioni sospette. Per i concessionari questo comporterà un rafforzamento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, di trasparenza e di tracciabilità delle operazioni.

SANZIONI PIU’ INCISIVE FINO ALLA RIMOZIONE DEI VERTICI

Particolarmente rilevante è anche il capitolo relativo al nuovo sistema sanzionatorio. Secondo quanto illustrato al Forum, il legislatore europeo ha previsto un significativo rafforzamento delle misure applicabili ai soggetti destinatari della disciplina antiriciclaggio, compresi i concessionari di gioco. Le sanzioni dovranno rispondere ai principi di effettività, proporzionalità e dissuasività, senza limitarsi necessariamente alle tradizionali penalità pecuniarie.

Tra le misure richiamate figurano la pubblicazione dei provvedimenti e la possibilità di intervenire sugli esponenti aziendali, fino alla loro rimozione nei casi previsti dalla normativa. Un’evoluzione che introduce conseguenze potenzialmente rilevanti anche sul piano reputazionale e organizzativo. L’impatto delle violazioni potrebbe quindi andare ben oltre il costo economico della sanzione, interessando la governance aziendale e, nei casi più gravi, la stessa capacità degli operatori di proseguire la propria attività nel mercato regolamentato.

CRIPTOVALUTE E TRACCIABILITA’ DEI FLUSSI

L’intervento dell’Adm affronta anche il tema delle criptovalute e dei nuovi strumenti di trasferimento del valore, sui quali si concentra una parte dell’attenzione del legislatore europeo. L’obiettivo è impedire che l’impiego di strumenti finanziari innovativi o di modalità di pagamento difficilmente ricostruibili possa favorire operazioni di riciclaggio attraverso il settore del gioco.

La maggiore disponibilità di informazioni e il rafforzamento della cooperazione tra le autorità dovrebbero consentire una ricostruzione più efficace dei movimenti finanziari, con una vigilanza orientata non soltanto all’accertamento delle violazioni, ma soprattutto alla prevenzione dei rischi. In questo contesto, la tracciabilità assume un ruolo centrale nella strategia europea di contrasto al riciclaggio.

ITALIA AL LAVORO SU RICEZIONE DELLA NORMATIVA

Sul piano dell’attuazione nazionale, Adm conferma il proprio coinvolgimento nei lavori per il recepimento della sesta direttiva europea antiriciclaggio. L’Agenzia sta collaborando con le altre autorità competenti alla predisposizione del relativo decreto, in un percorso che dovrà coordinare il nuovo impianto europeo con la disciplina italiana e con le specificità del settore del gioco pubblico.

Nel corso dell’intervento è stato inoltre richiamato il posizionamento dell’Italia nelle valutazioni sul rischio di riciclaggio: pur in presenza di un’esposizione significativa, il sistema normativo e istituzionale nazionale è stato descritto come complessivamente adeguato rispetto alle esigenze di presidio del fenomeno.

Il passaggio al nuovo quadro europeo rappresenterà dunque non soltanto un rafforzamento degli strumenti esistenti, ma anche un cambiamento nell’impostazione della vigilanza, con controlli più approfonditi, un perimetro informativo più ampio e maggiori possibilità di intervento delle autorità. Una trasformazione che interesserà direttamente l’organizzazione dei concessionari, le procedure interne di compliance, i sistemi di controllo e la gestione dei rapporti con la clientela.

Per l’Adm, come sottolineato in conclusione dell’intervento, la riforma ha una portata storica per il settore del gioco. L’Agenzia assicura il proprio impegno, insieme alle altre autorità competenti, per rendere effettiva l’applicazione delle nuove disposizioni. Per l’industria italiana del gaming si apre così una fase nella quale l’adeguamento alla disciplina antiriciclaggio non riguarderà soltanto le procedure operative, ma investirà sempre più direttamente gli assetti societari, la responsabilità degli amministratori e le condizioni di esercizio dell’attività regolamentata.