Brindisi, maxi sequestro a esponente della Sacra Corona Unita: tra i reati anche il gioco illegale

I Carabinieri di Brindisi hanno effettuato un maxi sequestro di beni appartenenti a un esponente apicale della Sacra Corona Unita per un ammontare di 600mila euro.

Il gioco illegale torna al centro delle inchieste condotte dalle forze dell’ordine all’interno di un’azione di sequestro condotta dai Carabinieri di Brindisi ed emesso dal tribunale di Lecce su proposta della Procura della Repubblica nei confronti di un individuo e dei suoi congiunti. Il provvedimento si inserisce nell’ambito della costante e articolata azione di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata e costituisce il naturale sviluppo delle indagini relative ai fatti emersi nell’importante operazione antimafia del 15 dicembre 2025.

Come riportato sul sito dei Carabinieri, infatti, in quella data, le forze dell’ordine avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Lecce nei confronti del P. e di altri sodali, disarticolando la frangia dei “mesagnesi”, appartenenti al clan Pasimeni-Vitale-Vicientino, e accertando condotte di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, usura e come detto di gestione illecita del gioco azzardo.

Gli accertamenti patrimoniali hanno permesso di ricostruire oltre venticinque anni di pericolosità sociale dell’individuo a capo dell’organizzazione criminale e di evidenziare una sistematica sproporzione tra i redditi ufficiali dichiarati dal suo nucleo familiare ed il tenore di vita sostenuto, unitamente agli investimenti realizzati.  Le indagini, corroborate dai puntuali esiti degli accertamenti patrimoniali e finanziari, hanno consentito di documentare la particolare pericolosità sociale del proposto, ordinariamente dedito, sin dalla giovanissima età, alla consumazione di plurime condotte delittuose;

Le indagini hanno inoltre permesso di evidenziare l’elevata sproporzione tra la situazione reddituale e il tenore di vita dell’interessato e del relativo nucleo familiare, con particolare riferimento all’effettiva disponibilità di beni mobili e immobili di ingente valore, accertando tra l’altro il carattere fittizio dell’attività lavorativa di bracciante agricolo, formalmente svolta dall’interessato per l’accesso alla libertà vigilata;

Sono stati anche individuati gli asset patrimoniali per un ammontare di almeno 600mila euro, ritenuti frutto di illecita attività delittuosa che ha portato a una serie dui sequestri tra immobili, appartamenti e imprese individuali.