Davide Gallino di Agcom spiega le motivazioni che hanno portato l’Autorità a redigere le linee guida sull’infotainment e le finalità delle stesse.
Roma – Agcom ha dovuto intervenire sui infotainment “a causa del sovraffollamento di spot nel prime time televisivo“. Davide Gallino, dirigente Ufficio disciplina, vigilanza e sanzioni di Agcom spiega così nel suo intervento a SiGMA World l’avvio dell’iter per l’aggiornamento delle linee guida in materia di pubblicità dei giochià. “La consultazione sulle nuove linee guida di Agcom per la pubblicità del gioco ha l’obiettivo di limitare alcuni aspetti di alcuni siti che possono generare ambiguità tra pubblicità e infotainment, a fronte di un’esposizione eccessiva dei brand del gioco negli ultimi anni, soprattutto a ridosso e durante gli eventi sportivi”.
L’obiettivo e la proposta è “limitare in particolare alcuni aspetti di quello che si chiama infotainment, abbinando il marchio di un operatore ad altri come ‘sport’ o ‘live’, pratica permessa dalle vecchie linee guida approvate ad aprile 2019, come conseguenza del Decreto Dignità del 2018. Vogliamo limitare i casi di esclusione dal divieto di pubblicità e rendere più chiaro il legame fra questi siti di infotainment e gli operatori di scommesse in modo tale che non ci sia ambiguità. Proponiamo di proibire alcuni elementi come i suoni, i colori, la grafica o i nomi che possono rimandare direttamente a siti di gioco. Restrizioni che pensiamo dovrebbero applicarsi anche ai tabelloni e ai banner negli stadi durante gli eventi sportivi, perché sono le cose più visibili intorno al campo di gioco. E spesso il riferimento che fa capire che si tratta di un sito di infotainment è graficamente molto più piccolo rispetto al nome del brand di scommesse. Dopo la fine della consultazione, prevista per il 22 novembre, avremo delle audizioni e spero che entro gennaio arriveremo alle nuove linee guida. La consultazione non è limitata solo agli operatori del gioco ma a tutti i soggetti che possono essere interessati al settore”.







