A SiGMA World un panel dedicato all’evoluzione del comportamento del giocatore, tra calo della domanda e spostamento verso altri canali. Gli interventi di Cardia (Acadi), Guinci (Eurobet) e Sestili (Global Starnet).
Un’analisi dell’evoluzione del comportamento dei giocatori per distinguere tra un effettivo calo della domanda e uno spostamento verso altri canali. È questo il focus del panel “Il futuro del giocatore ibrido e del mercato” in agenda oggi, mercoledì 4 novembre, al SiGMA Roma che sta svolgendo alla fiera di Roma.
Il dibattito è cominciato parlando della legge di Bilancio e a prendere la parola per primo è stato Stefano Sestili, responsabile online di Global Starnet che la commenta definendola “un provvedimento complicato per il settore”. Mentre Giuliano Guinci , direttore degli Affari istituzionali, della Sostenibilità e delle Operazioni retail di Eurobet Italy, puntualizza che “l’intervento del Governo è stato conseguente al mancato completamento della delega ma bisognerà aspettare per capire quale sarà il suo impatto”.
Subito dopo interviene Geronimo Cardia, presidente dell’associazione Acadi che sottolinea: “Questa manovra di bilancio toglie dalle tasche della filiera del gioco fisico il dieci percento dei margini: era stata annunciato che non era contro nessun tipo di prodotto e invece al comparto del gioco fisico hanno aumentato il Preu del 1 un percento prevedendo un rilancio solo per le Awp. Parliamo di una manovra violenta nei confronti del territorio e ci domandiamo se il giocatore scelga di suo pungo di andare verso l’online o se ci venga portato dal legislatore”.
IL FUTURO DEL RETAIL NEL SETTORE DEL GIOCO
In un secondo giro di interventi è approfondito l’ambito retail partendo da Sestili che affronta il tema sul futuro del gaming in linea generale: “È un’industria matura che ora viene più attenzionata dalle normative perché vi si può attingere. In un settore che cambia di continuo è molto complicato ragionare e allora le strade sono due: o giochi sulle dimensioni e sopravvivono i grandi oppure si cerca di ritagliare nicchie di mercato dove si può creare valore con dimensioni più piccole o ancora si allarga l’offerta con tanti altri servizi accessori.”
Guinci aggiunge: “A me non piace ragionare per canale e questo mercato non è una monade ma si confronta con clienti che vengono anche nel digitale e scelgono una nuova esperienza di consumo. I canali sono serventi ai loro bisogni e per questo il retail, che fa fatica nella nostra economia, nel momento in cui riesce a essere servente all’esigenza del giocatore ha ancora un suo processo di crescita. Oggi il cliente scegli come soddisfare il suo bisogno e per questo il ruolo del retail è importante anche considerando che ci sono nuovi clienti dall’online che lo utilizzano a modo loro: noi dobbiamo mettergli a disposizione quello che loro chiedono”.
Cardia sull’argomento puntualizza che “il retail porta 10,5 miliardi di euro su 11,5 del gettito dell’intero comparto e per questo ha un ruolo importante. Il retail porta 135mila lavoratori su 145 mila della filiera, quindi è importate dul profilo di occupazione e anche sul profilo della legalità. Il territorio svolge un ruolo determinante ma la risposta sul passaggio del fisico all’online è una valutazione che può fare lo Stato”.
SISTEMI DI PAGAMENTI: LA NUOVA DETERMINA ADM
Sulle misure che intervengono sui sistemi di pagamento è posto l’accento sull’ultima determina di Adm sul mercato omnichannel. Sestili a proposito spiega che “tutti i provvedimenti che consentono di superare i vincoli riguardanti l’uso del contante favoriscono lo sviluppo di quel tipo di prodotto perché è preferibile non ragionare sulla separazione dei canali. Da un punto vista dell’operatività dell’azienda le opzioni sono due: o si va verso il multiprodotto o si impara ad allargare l’offerta, perché rimanendo legati al monoprodotto diventa dura andare avanti nell’industria”.
Guinci spiega invece che l’applicazione specifica della norma bisognerà valutarla nel tempo: “E’ importante che si riconosca che nella rete dei giochi si possano gestire dei servizi di pagamento; il limite dei 100 euro è stato come spesso succede in ambito politico figlio della contingenza e in realtà è stato molto penalizzante per la rete di vendita. Vediamo come andrà con la determina, per me la strada giusta è quella di far crescere la rete sul territorio”.
Cardia aggiunge: “che la determina Adm sdoganando prodotti diversi dai sistemi di pagamenti e autorizzando quelli interni, di fatto apre le porte a una gestione di drenaggio della domanda di gioco del territorio riversandola sull’online”. Il presidente di Acadi sposta poi l’attenzione su alcuni mercati europei i quali “si sono accordi tardi che c’è stato questo riversamento sull’online non gestito da un punto di vista normativo e in quegli stati la tassazione è schizzata”. Infine pone una domanda: “Perché non va bene legittimare la carta di credito per le video lotterie? Perché le Awp devono andare ancora monetine mentre potrebbero andare con le carte di credito? Non si comprende perché lo Stato anche per una questione di gettino non veda questi aspetti”.
IL FUTURO DEL MERCATO: L’IMPATTO DEI PREDICTION MARKET
Guardando al futuro e parlando dei mercati predittivi Sestili spiega invece che “tutto quello che è cambiamento e introduzione lo vedo come una minaccia e un rischio ma anche come una grande opportunità per chi è bravo”. Secondo Guinci “i prodotti di gioco vanno gestiti e soprattutto sviluppati, abbiamo bisogno di aprire un confronto con il regolatore e con chi deve tenere il settore sotto controllo. Per i mercati predittivi è una fase molto importante e abbiamo necessità di capire come gestire il prodotto rispetto alle regole che abbiamo, se è una opportunità lo spremo nel tempo, alla fine la regolazione segue spesso le abitudini di consumo e non le anticipa”.
Geronimo Cardia aggiunge che l’innovazione “é la chiave di volta per fare impresa, i prediction market sono senza dubbio un fenomeno come tanti altri, sono favorevole a una regolamentazione perché si va in concorrenza sleale con quelli che mettono a disposizione prodotti filtrati e controllati. L’innovazione è centrale ma va regolamentata e non va denaturalizzata”. Alla fine del suo intervento puntualizza anche che in quel punto percentuale di Preu previsto dalla legge di Bilancio “si riducono di molto i margini per gli esercenti che spesso sono baristi e tabaccai che prima avevano dieci come ricavo e adesso avranno 9, questa misura è un altro piccolo colpo di grazia.”







