Nel dossier “Dl 133/2026: Carburanti, un altro piccolo decreto tampone senza una politica energetica”, il Partito Democratico torna a parlare del Decreto Carburanti.
Si parla ancora di gioco pubblico nel dossier “Dl 133/2026: Carburanti, un altro piccolo decreto tampone senza una politica energetica”, pubblicato ieri, 16 settembre, dall’Ufficio documentazione e studi del Partito Democratico. Al centro c’è ancora appunto il Decreto legge recante Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di ILVA Spa, che proprio ieri è stato approvato a Palazzo Montecitorio ed è ora al vaglio del Senato.
Secondo il Pd si tratta dell’ennesimo “provvedimento adottato per fronteggiare una crisi che ormai non può più essere considerata soltanto emergenziale e che continua a essere affrontata senza una strategia capace di intervenire sulle cause strutturali della vulnerabilità energetica del Paese”.
Per quello che concerne il settore del gioco, invece, viene specificato che “un discorso distinto riguarda le disposizioni in materia di giochi, alle quali prudenzialmente non vengono attributi effetti di maggior gettito. In particolare sono assoggettate ai limiti di deducibilità previsti per le spese di rappresentanza gli investimenti in campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile sostenuti dai concessionari di gioco e viene disposta l’indeducibilità, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, delle spese sostenute per sponsorizzazioni da soggetti riconducibili agli operatori di gioco legale”.
“Resta aperta la questione delle risorse necessarie per la prevenzione e il contrasto del gioco patologico. Avevamo proposto di rafforzare il contrasto alla pubblicità indiretta dell’azzardo e di destinare le maggiori entrate proprio alla prevenzione e al contrasto delle dipendenze patologiche, ma anche queste proposte sono state respinte”.
DISPOSIZIONI FISCALI RELATIVE AI CONCESSIONARI DI GIOCHI PUBBLICI
Il documento riporta anche le Disposizioni fiscali relative ai concessionari di giochi pubblici dell’art. 2-ter. Viene infatti sottolineato che “è stato previsto, in sede referente, che siano qualificate ai fini IRES come spese di rappresentanza le spese sostenute dai concessionari di giochi pubblici per campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile, nonché per la prevenzione e il contrasto del gioco patologico. È stata inoltre esclusa la deducibilità ai fini IRES e IRAP delle spese relative alla sponsorizzazione di giochi e scommesse vietata. Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta 2026 e le relative maggiori entrate sono destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica”.







