Attesa per il ricorso di Blockratize, Inc. e Adventure One QSS (Polymarket) contro il provvedimento di Adm e Mef di oscuramento del sito fissato il 16 dicembre: spuntano ad adiuvandum i principali concessionari italiani di iGaming.
Se, come informavamo ieri, da un lato Polymarket, leader con Kalshi del mercato mondiale dei prediction market, cerca di fare lobbying per trovare una via legale in Europa, dall’altro si ritroverà le principali concessionarie italiane contro nel procedimento.
In effetti si apprende che le ricorrenti contro l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze sono Blockratize, Inc. e Adventure One QSS, Inc., e il procedimento è assegnato alla Sezione Quarta Ter del Tar Lazio – Roma. Il ricorso impugna il provvedimento Adm del 9 luglio 2026 e quello del 10 luglio 2026 che ha inserito Polymarket.com n. 3659 dell’elenco dei siti da inibire.
La notizia, però, è che a costituirsi ad adiuvandum dei Adm e Mef ci saranno anche Lottomatica, Sisal, Snai ed Eurobet, i principali operatori di iGaming in Italia che fanno riferimento anche ai grandi gruppi attorno ai quali si sta concentrando il mercato di casa nostra.
Dalla discussione del merito capiremo quale indirizzo avranno i giudici amministrativi attorno alla questione. La partita che stanno giocando i prediction market è proprio questa: si tratta di un prodotto di gioco o di uno strumento finanziario? Ovviamente la prima opzione inibirà ancora l’iscrizione al suddetto portale, la seconda apre comunque un ulteriore confronto su come regolare un prodotto che per certi versi è molto simile alle scommesse sportive, per altri proprio agli strumenti finanziari ma potrebbe anche esserci una terza via di inquadramento. Nel frattempo, però, in molti Paesi Ue, i prediction market rischiano di rimanere fermi e nell’area grigia.
Il contenzioso assume particolare rilievo per il mercato italiano perché porta davanti alla giustizia amministrativa il tema dell’inquadramento delle piattaforme di prediction market rispetto alla disciplina nazionale del gioco. Il ricorso punta infatti direttamente contro la decisione dell’amministrazione di trattare il dominio come un sito da sottoporre al meccanismo di inibizione previsto dalla normativa italiana.
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